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FEM NEWS – LA FINESTRA FEMMINISTA / Afghanistan: la scuola segreta delle insegnanti che non hanno paura: “Per difendere la libertà delle ragazze, siamo disposte a morire”

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Perché i Talebani negano l’istruzione alle donne? Perché le tengono fuori dalle scuole, le recludono in casa, senza diritti, libertà, vita autonoma, totalmente assoggettate agli uomini? L’istruzione spaventa il potere, perché quando sai, desideri e quando desideri prima o poi ottieni ciò che vuoi, costi quel che costi.

Quel che sta avvenendo in Afghanistan, da quando i Talebani hanno ripreso il potere, a Nolite ha fatto tornare in mente che da adolescente aveva mandato a memoria un libretto di un centinaia di pagine che si intitolava John della Notte, di Gary Paulsen: una storia di schiavitù, ambientata in una piantagione nel Sud degli Stati Uniti nella prima metà del XIX secolo.

Quando John della Notte arriva alla piantagione il vecchio Weller è particolarmente soddisfatto del suo acquisto, perché John della Notte è così robusto e forzuto da poter fare il lavoro di almeno due schiavi. Non sa però che John della Notte è un alfabetizzatore, uno disposto a rischiare la tortura, ma anche la vita pur di insegnare a leggere e a scrivere agli schiavi e alle schiave. Alla piantagione John della Notte organizza una scuola segreta, dove ogni notte insegna una lettera, disegnandola con un legnetto nella polvere della terra. Ma John non si accontenta di insegnare l’alfabeto. Insegna che se conosciamo le cose iniziamo a volerle, e se iniziamo a volerle per loro non è bene. Temono che poi vogliamo quello che hanno loro (…). Ecco perché non vogliono che noi impariamo a leggere.

Ciò che hanno gli schiavisti bianchi sono i diritti, la libertà, la conoscenza e la cultura. La migliore allieva di John della Notte è Sarny, una ragazzina nata schiava e dal destino segnato. Schiavi alfabetizzatori come John della Notte ce ne sono stati tanti ed è grazie a loro che milioni di schiavi e schiave si sono liberati dall’analfabetismo e hanno potuto raccontare e denunciare al mondo gli orrori dello schiavismo.

Non è molto diverso quello che sta accadendo in Afghanistan: la notizia dell’esistenza di alcune scuole segrete per studentesse, nascoste in un quartiere residenziale di Kabul. In Afghanistan per le ragazze tra i 12 e i 19 anni le scuole sono chiuse da fine agosto 2021, da quando i talebani hanno ripreso il potere nel Paese. Poi il Ministero dell’Istruzione aveva annunciato che  avrebbero riaperto il 23 marzo. Ma appena un’ora dopo l’arrivo delle allieve, il governo di Kabul ha annunciato un improvviso ripensamento.

Secondo Aziz-ur-Rahman Rayan, portavoce del Ministero dell’Istruzione, per permettere alle donne di andare a scuola è necessario creare “il giusto ambiente islamico”, rispettoso della cultura afghana e della Sharia, e quindi di nuovo tutte le ragazze a casa. Nessuno sembra capire cosa sia “il giusto ambiente islamico” dal momento che la distribuzione degli alunni nelle scuole è stata fatta in base a criteri di genere, con una separazione netta tra maschi e femmine.

afghanistan scuola ragazze

Non solo. Da agosto 2021 con una mano i talebani sono impegnati nel far credere alla comunità internazionale di essere diversi dei loro padri al potere in Afghanistan dal 1996 al 2001 e con l’altra erodono gradualmente e costantemente i diritti e le libertà delle donne. Alla chiusura delle scuole è seguito il divieto di andare al lavoro, a cui è seguito il divieto di muoversi liberamente – che significa anche l’impossibilità di fuggire alle violenze domestiche – e infine il 7 maggio il governo ha reso obbligatorio indossare il velo integrale nero in tutti i luoghi pubblici e, “se non hanno un compito importante da svolgere all’esterno, è meglio che rimangano a casa”.

In Afghanistan è rimasto poco o nulla dei diritti delle donne. Poco o nulla delle loro stesse vite. Ed è così che si ripresenta quel passato ottocentesco che pareva morto e sepolto. Le insegnanti non ci stanno. Come John della Notte sanno che l’istruzione delle ragazze vale più di qualsiasi rischio. Dalla scuola segreta in cui insegnano per un paio d’ore al giorno matematica, biologia, chimica e fisica, per non più di 12 ragazze per non farsi scoprire, dicono alla giornalista della BBC: “facciamo del nostro meglio per lavorare di nascosto ma anche se mi arresteranno, mi picchieranno, ne sarà valsa la pena. Quando si tratta di difendere la libertà delle ragazze che vogliono andare a scuola, siamo disposte a morire. Siamo qui per il diritto delle nostre figlie ad avere un’istruzione. Senza questo diritto, tanto vale essere già morte”.

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Le scuole segrete sono un atto di sfida ai poteri e ai sistemi autoritari e patriarcali che mirano a costruire un mondo di soli uomini al comando sulla scena pubblica e di schiave invisibili che sopravvivono a stento nell’ombra e nelle tenebre. Un governo alle prese con una crisi umanitaria senza precedenti sta deliberatamente annientando un intera generazione, milioni di ragazze sole, analfabete, abbandonate a loro stesse, affamate, assetate, indifese, in balia di ogni tipo di pericolo e di violenze. Negare qualsiasi possibilità di educazione, istruzione e formazione alle giovani donne afghane significa condannare l’intero paese all’impossibilità del cambiamento e consegnarlo alle barbarie. La comunità internazionale sa che i diritti delle donne sono diritti umani fondamentali e sa che mettere le donne al centro delle prospettive di cambiamento è la più grande opportunità che abbiamo a disposizione. C’è dunque solo un unico possibile futuro per l’Afghanistan ed è che l’istruzione delle ragazze diventi la linea di frattura con la comunità internazionale, poiché come la storia dello schiavismo americano ci insegna, solo l’istruzione può salvare il mondo dall’oscurità.

FemNews di Nolite

Ogni mercoledì si apre una finestra femminista su RavennaNotizie, dalla quale ogni settimana si respira aria pungente, si espongono germogli al sole, si stende la biancheria profumata al sapone di Marsiglia, si appendono lunghe trecce di aglio e peperoncino, ci si rilassa con un bicchiere di vino e l’ultima sigaretta, si parla con il vicinato, si accarezzano felini senza nome cantando Moon river, si guarda oltre con occhiali di genere. Nasce così una rubrica autonoma rispetto alla testata che gentilmente la ospita, pluralista, apartitica, decisamente femminista, che cerca di trovare il modo di agire per trasformare il mondo. Fem News ha una firma collettiva NOLITE – imperativo negativo latino omaggio alla condivisa cultura umanistica, alla passione politica, alla compulsione alla lettura, alla madre Atwood (Nolite te bastardes carborundorum, Non consentire che i bastardi ti annientino), alla lotta ancillare per dire no al pensiero dominante patriarcale, coloniale e specista.

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