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LA CITTÀ CHE CI PIACE / Pulizia radicale nell’alveo fiume a Ponte Nuovo: ora si restauri il ponte

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Finalmente una radicale “pulizia” nell’alveo del Ponte Nuovo! Dopo anni, la struttura del ponte è stata liberata da arbusti e canne che ne impedivano la vista completa. Si spera che non ci si fermi qui ma che si proceda ad un lavoro più completo e accurato. Si spera soprattutto che si mantenga “pulito” negli anni a venire.

Il Ponte Nuovo è il più bello che abbiamo, forse il più antico, costruito dal cardinale legato Giulio Alberoni attorno al 1736, quando si fece la diversione dei fiumi Ronco e Montone che circondavano le mura cittadine e causavano frequenti inondazioni. La più disastrosa fu quella del 1636 quando due metri d’acqua coprirono Ravenna. Si dice che per realizzarlo furono usati i mattoni prelevati dalla Rocca Brancaleone e fu ritenuto una delle più belle opere infrastrutturali dell’epoca.

Nella seconda guerra mondiale fu distrutto dai tedeschi in ritirata che fecero saltare le arcate. I piloni rimasero intatti e sostennero il ponte Bailey per l’avanzata degli Alleati. Venne prontamente ricostruito, passato il Fronte, dalla Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna in una sessantina di giorni.

Avrebbe bisogno di un restauro dei paramenti murari, che il tempo ha deturpato e di una illuminazione notturna più moderna.

Il ponte è uno snodo importante non solo del traffico, ma anche di chi fa passeggiate e chi va in bicicletta. I primi percorrono l’argine sinistro fino a Ponte Assi e poi fino alla Chiusa di San Marco. Una bella passeggiata panoramica della città. I secondi si danno appuntamento al ponte ciclopedonale, che lo affianca, per escursioni nella pineta di Classe e nella Bassona. Quindi è sotto gli occhi di tantissima gente e una sua valorizzazione sarebbe un segno distintivo della città.

Carlo Zingaretti

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