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LA CITTÀ CHE NON CI PIACE / Cartelli “Degrado da radici”: come il Comune schiva responsabilità

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Per la seconda volta vedo per le strade della città il cartello stradale che compare nelle fotografie allegate, scattate in via Filippo Turati, traversa di via S. Alberto a ridosso di Porta Serrata. Esso reca la dicitura “DEGRADO DA RADICI”, attraverso il quale verosimilmente l’Amministrazione comunale pensa di garantire l’incolumità e la sicurezza di persone che percorrano a piedi o in macchina, rispettivamente, marciapiedi o strade.

La trovata appare singolare e suonerebbe addirittura comica se non fosse che il pericolo, dal quale vorrebbe mettere in guardia i cittadini, rimane del tutto attuale e foriero di danni a persone e cose.

Sul marciapiedi in esame il rischio di inciampo è grande, e conseguentemente grandi potrebbero essere i danni causati a chi vi incorre, al pari dei danni che potrebbero subire le automobili che legittimamente possono essere posteggiate prima del sovrapposto divieto di sosta.

La considerazione, e la domanda, da fare è la seguente: può l’Ente Pubblico Comune scaricare tanto maldestramente sui suoi amministrati l’onere di autotutelare la loro sicurezza ed incolumità da radici che degradano il suolo pubblico?

O non è piuttosto doveroso per il Comune, preposto proprio lui tra le altre cose, a garantire e tutelare materialmente siffatta sicurezza dei cittadini, i quali peraltro finanziano con le loro tasche le opere manutentive di marciapiedi e strade?

Ritengo dunque che l’Amministrazione possa e debba risparmiare i soldi dei contribuenti destinandoli non a curiosi e risibili cartelli stradali del tipo illustrato, bensì tenendoli da conto per investirli nella manutenzione più rapida possibile di marciapiedi e strade malconce ed evidentemente rischiose.

Giuseppe Fantini

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