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Quanto guano occorre accumulare per essere sanzionati ed educati nel rispetto degli spazi comuni? 

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Le prime segnalazioni in materia sono datate 2014 e poco è cambiato in cinque anni. Abbiamo ripetutamente segnalato alle autorità competenti l’autrice di questi gesti ma ad oggi non risulta sia stata sanzionata. Leggiamo di divieti di fumo pressoché ovunque, di sanzioni per abbandono di rifiuti, ci piacerebbe vedere premiato il senso civico e l’igiene dei cittadini per bene.

Lo sversamento di pane (briciole come pacchetti di sigarette) avviene quotidianamente, spesso accompagnato da pasta cotta e pastoni di indecifrabile composizione che ovviamente lasciano tracce ovunque. La signora dedita a tale pratica alterna frequentemente il luogo di spargimento.

Come in foto, lungo il camminamento condominiale, talvolta lato strada dietro ai cespugli, sotto la finestra, persino sul davanzale… periodicamente si può ammirare un pellegrinaggio incessante di volatili, recentemente una nuova famiglia di piccioni che gentilmente lasciano i loro tossici ‘ricordini’ ovunque. La regola della signora è il lancio dalla finestra per accorciare i tempi e non esser notata, poichè la Polizia locale ed i Carabinieri le hanno già spiegato il divieto (su suolo pubblico come privato) di alimentazione volatili, infruttuosamente sembra.

La domanda è: quanto guano (feci di volatile) occorre accumulare per vederla sanzionata ed educata nel rispetto del prossimo e degli spazi comuni?  Nelle mezze stagioni si può ammirare una densità di volatili da far impallidire Piazza S. Marco per la gioia del confinante di via Zalamella che si prodiga nell’orto con scarsi risultati, grazie a squadre di storni ormai ben viziati, una quantità vergognosa di feci da pulire in ogni angolo. Giocano anche dei bambini nei cortili, ma la signora non arriva a comprenderlo.

Ci chiediamo come il resto dei residenti nella palazzina possano tollerare una situazione del genere e siamo dell’idea che la signora debba accollarsi le spese di pulizia dell’intera area condominiale, del tetto e delle grondaie, quest’ultime degne di un film horror.

Lorenzo – Ravenna

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Commenti

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  1. Scritto da simo

    e pensare che i pesci non possono parlare: e se potessero farlo ci manderebbero a quel paese per quanto abbiamo ammorbato i loro spazi vitali con tutta la nostra schifosa plastica……altro che qualche cacchetta sparsa qua e là…