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LA POSTA DEI LETTORI / Noi, autocostruttori di Filetto, lasciati soli da tutti

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Buongiorno, vi scrivo perché sono trascorsi oltre 5 anni dal momento in cui le istituzioni e i media hanno abbandonato 14 famiglie di Ravenna nel silenzio dell’ingiustizia. Era infatti il luglio del 2009 quando il cantiere di autocostruzione di Filetto (Ravenna) venne chiuso per mai più riaprire. L’autocostruzione di 14 unità abitative era stato un progetto voluto fortemente dal Comune di Ravenna che nel 2003 aveva indetto un bando per selezionare un organismo capace di gestire un cantiere di “muratori della domenica”, cioè di persone che nella vita avevano altre occupazioni, ma che nel week end si trasformavano in muratori nel cantiere della propria casa, per risparmiare sul costo finale della stessa. A quel bando pubblico rispose una associazione Onlus, Alisei Ong, che sostenne di avere esperienze in progetti simili. 

A quel punto il Comune pubblicò un bando per selezionare le famiglie che avrebbero partecipato al progetto. Così si arrivò al giorno della posa della prima pietra del cantiere, nel novembre 2006. Alisei Ong che dal punto di vista giuridico non poteva partecipare attivamente, in quanto Onlus, delegò arbitrariamente una società definita “filiazione giuridica” della stessa e dalla stessa Ong. Dopo circa 2 anni e mezzo di lavoro, le 14 famiglie realizzarono circa 21.000 ore di lavoro arrivando alla costruzione del grezzo di tutte le abitazioni. A quel punto la Srl incaricata di gestire il cantiere sparì, dopo però aver dato modo all’Amministrazione comunale, che aveva assunto la responsabilità di controllo dell’opera, di venire a conoscenza delle proprie difficoltà economiche e di una gestione a dir poco ballerina.

A tale scopo invito a leggere al seguente link le segnalazioni mandate degli autocostruttori al Comune: http://difesaconsumatori.eu/index.php/autocostruzione-filetto/cronistoria-filetto

 

A questo punto comincia il balletto delle responsabilità. Il Comune inizialmente sostiene di poter adempiere ai propri obblighi contrattuali, terminando i lavori a proprie spese, salvo poi fare dietrofront pochi mesi più tardi. Da quel momento si susseguono incontri e riunioni allo scopo di trovare una soluzione percorribile, soprattutto per le famiglie, che avevano già investito denaro ma soprattutto circa 1.500 ore/testa di duro lavoro. Dopo avere constatato lo scarso interesse della Giunta Matteucci nel fare ciò, nel 2012 alcuni autocostruttori decidono di occupare il cantiere, abitando in tende e brandine negli scheletri che avrebbero dovuto diventare le proprie case, per 94 giorni e 94 notti.

 

Queste le immagini di quei giorni: http://matteo-equilibrio1.blogspot.com/2013/11/immagini-del-cantiere-occupato-di.html

 

Nonostante questo la situazione precipita, il Comune dichiara decaduto il permesso a costruire e ritorna in possesso del terreno e del cantiere che insiste su di esso, espropriando di fatto le famiglie a cui nega qualsiasi risarcimento, anche quello del lavoro svolto. La banca manda un precetto di pignoramento alla cooperativa di autocostruttori, pretendendo 1.364.000 € tra debiti ed interessi passivi. A questo punto le famiglie fanno causa, citando per varie responsabilità Alisei Ong, Comune e banca. A difesa di tale causa, il Comune non solo non cita Alisei per avere procurato un danno erariale, ma contrattacca chiedendo 3 milioni € di risarcimento alle famiglie stesse: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/13/ravenna-il-comune-chiede-3-milioni-di-danni-agli-autocostruttori-di-filetto/984013/

 

Quasi un anno fa fu presentata in Senato una interrogazione che chiedeva ai Ministri coinvolti di verificare il reale coinvolgimento della Onlus in questo truffa che non si è perpetrata solo ai danni delle famiglie ravennati, ma che avrebbe coinvolto qualcosa come 200 famiglie in diversi progetti sorti in diverse regioni d’Italia e di accertare se questa modalità è ancora in essere in altri progetti che sono gestiti ancora oggi dalle stesse persone coinvolte in questa vicenda. Ad oggi nessuna risposta è stata fornita.

Questo il testo dell’interrogazione: http://matteo-equilibrio1.blogspot.com/2013/10/interrogazione-in-senato-su-alisei.html

 

Spero che la mia mail non venga ignorata e che invece possa essere la scintilla per approfondire questa situazione che sta distruggendo la nostra esistenza e che da 8 anni ci fa sentire l’assenza dello Stato ma anche della stampa, cui dovere dovrebbe essere quello di denunciare simili abusi. Cordiali saluti.

 

 

Matteo Mattioli 

 

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