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Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

LA POSTA DEI LETTORI / Stavo passeggiando quando all’improvviso un pitbull mi ha aggredita

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Mi chiamo Rabia Bouchari, ho 36 anni, sono originaria del Marocco e vivo con mio marito ed il mio bambino di 9 mesi a Porto Corsini. Siamo soli qui in Italia, la nostra famiglia è lontana, ma dopo il nostro arrivo abbiamo subito ricevuto una grande ospitalità dai nostri vicini, adesso diventati amici cari. Porto Corsini è un posto tranquillo in cui vivere, non abbiamo mai avuti problemi, ma volevo condividere con voi la terribile disavventura che mi è capitata domenica pomeriggio, 14 gennaio. 

Era uscita di casa intorno alle 14 per raggiungere un amico, passeggiavo tranquillamente in strada, quando ho udito l’abbaiare di un cane. Mi sono voltata in direzione dell’animale e ho notato che si trovava all’interno di una proprietà, recintata, ma il cancelletto d’ingresso era in effetti abbastanza basso tanto da poter essere oltrepassato con un salto. 

È stato un attimo. In un attimo mi sono ritrovata a terra aggredita dal cane, un pitbull, che aveva facilmente scavalcato il cancello e con rabbia mi era saltato addosso. Sentivo tanto dolore alla mano, al braccio sinistro ed urlavo. Poi ho visto il sangue, accasciata a terra, cercavo in tutti i modi di proteggere il viso dai morsi. 

Udivo solo le mie grida e quelle del proprietario che, accorso, cercava in tutti i modi di allontanare l’animale, invano. Era troppo forte ed aggressivo. Solo grazie all’intervento del figlio (uscito di corsa perchè allarmato dalle urle) è stato possibile trascinare via il pitbull. In quel momento di angoscia, pensavo solo al mio bambino, dovevo reagire per lui che mi stava aspettando a casa. Perchè ripeto siamo soli qui in Italia. 

Il proprietario ha rintracciato subito mio marito e chiamato il 118, io non riuscivo ad alzarmi, così sono rimasta distesa per terra. Poi di nuovo tutto in un attimo. L’ambulanza, il personale sanitario che mi trasportava in barella al Pronto Soccorso, le medicazioni e i bendaggi d’urgenza, l’arrivo di mio marito. 

Sono rientrata a casa dopo qualche ora, ho trovato lì il proprietario dispiaciuto per quanto accaduto e poi il sorriso del mio bimbo che, ignaro di tutto, mi reclamava, aveva bisogno della mamma. Ha solo nove mesi. 

Quella notte non ho dormito molto per il dolore causato dalle ferite, ma anche per l’agitazione. Ero profondamente scossa e non riuscivo ancora a crederci. Passeggiavo tranquilla, avevo notato quel cane che, anche se rabbioso, non era libero, ma all’interno della proprietà. Mi sentivo al sicuro, serena, poi ripeto è stato un attimo.

Nessuno ha colpe in fondo. Si è trattato di un caso sfortunato, di una disavventura. Non so in quali altri termini definirla o come giustificarla. Adesso sto meglio, dovrò seguire delle cure, ma sono ancora viva. Questa è l’unica cosa che conta, davvero.

Rabia Bouchari

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