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LA POSTA DEI LETTORI / Pluriuniverso in piazza, bellissima iniziativa, peccato poi che…

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È di questi giorni il “clamore mediatico” che ha suscitato l’evento del Gruppo Cultura di Arcigay, all’interno del Progetto Pluriuniverso in Piazza, tenutosi lo scorso giovedì, dove la Drag Queen “Fata Arcobaleno” ha letto a bambini e relative famiglie, storie contro i pregiudizi di genere; e proprio durante le letture non è stato piacevole sentir porre domande stupidotte da parte di alcuni adulti, riguardo all’avere o meno “tettine” o “pisellino”! 

Mette molta tristezza l’apprendere che nel 2019 vi siano persone che, prive di qualsivoglia volontà di approfondimento, ancora non siano a conoscenza del fatto che una Drag Queen non sia un transessuale, bensì sia semplicemente un uomo, non per forza omosessuale, che si diletta in show, cabaret e balli indossando vistosi abiti ed esagerati trucchi femminili. Tanti personaggi famosi nella storia del cinema e della tv hanno provato questa “trasformazione”, ottenendo anche un successo incredibile: ricordiamo ad esempio Robin Williams in Mrs Doubtfire, Patrick Swayze in Wong Foo, fino all’ormai famosissima Drag Queen Americana RuPaul, ed è di quest’ultimo personaggio l’affermazione: “Io non faccio finta di essere una donna! Quante donne conoscete che riescono a camminare e ballare su un tacco 12, indossare parrucche alte un metro e venti con vestiti aderentissimi? Io non faccio finta di essere una donna, io sono una Drag Queen!”

Ci si chiede, quindi, come sia possibile che un artista, semplicemente truccato e vestito con costumi di scena, spaventi a tal punto da indurre le persone ad interessarsi alle sue “parti intime”, dato che, se questo ragazzo fosse stato travestito da qualsiasi altra cosa come ad esempio un clown, nessuno si sarebbe posto il problema del possesso di organi maschili o femminili, ma avrebbero tutti riso grazie al classico naso rosso, alle smorfie e alle battute esilaranti.

La lodevole iniziativa del Progetto Pluriuniverso in Piazza, nata con lo scopo di educare alle differenze ed alla tolleranza, tramite colori, storie, allegria e risate, è stata purtroppo sporcata da domande inopportune e becere, le quali trasmettono e pongono solo limiti nelle menti dei bambini, che, per nostra fortuna, non hanno alcun timore né pregiudizio nei confronti del prossimo… dovremmo imparare molto di più da loro.

Sono membro di uno staff che fa serate Drag Queen già da diverso tempo sul territorio ravennate il “So Confussa Staff” ed è bellissimo far divertire un pubblico che va dal bambino di 3 anni alla nonna di 90, per tanto sono a lanciare un appello pubblico affinché si vada più spesso a questo tipo di spettacoli cabaret: potreste accorgervi di spassarvela davvero senza aver modificato di una virgola il vostro orientamento sessuale e sapete perchè?

Perchè a noi del vostro orientamento sessuale, nonché dei vostri organi riproduttivi, non ci interessa nulla.

Dennis Casano

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