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Ancisi: Ravenna e Firenze si riconcilino senza spostare le ossa di Dante

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Il 25 maggio 2019, Cristina Mazzavillani Muti lancia a Ravenna l’idea di portare le ossa di Dante a Firenze nel 2021, in occasione del VII centenario dalla sua morte. Il nostro sindaco si dichiara “al fianco di questo sogno per ragionare e valutare tutte le possibilità”, tanto da avviare un approfondimento legale sulla fattibilità della proposta.

Mentre Lista per Ravenna dà tempo al sindaco di chiarirsi “l’idea” con se stesso, si sviluppa in città un dibattito, che coinvolge anche esponenti eccelsi della cultura ravennate, tra i favorevoli (pochi) e i contrari (molti), tra i quali, più nettamente, l’accademico Domenico De Martino, direttore artistico della prestigiosa manifestazione Dante 2021.

Finché il 30 luglio “La Nazione”, storico quotidiano fiorentino, gemello del Resto del Carlino ravennate, spara, in un articolo intitolato: “Sette secoli di guerra, ora le reliquie di Dante tornano a Firenze”, la notizia che “il Divin poeta potrebbe tornare a casa… se saranno superati le resistenze e i limiti imposti dalla legge per il disseppellimento e lo spostamento dei resti umani, grazie a un nulla osta speciale”.

Articolo non uscito per caso, giacché lo stesso giorno il quotidiano La Repubblica, notoriamente molto informato dentro il PD, che governa a Palazzo Vecchio col successore di Renzi, rafforza la notizia con l’articolo: “Dante, l’ esilio sta per finire. ‘Lo riporteremo a Firenze’. Trattative in corso per spostare i resti del sommo poeta da Ravenna”.

Divampa da qui, sui social, la reazione popolare dei ravennati, che spinge esplicitamente Lista per Ravenna a lanciare, alle 14.38 del 2 agosto, primo firmatario il proprio segretario Nicola Grandi, la petizione on line, indirizzata a sindaco@comune.ra.it: “LE OSSA DI DANTE NON SI MUOVANO DA RAVENNA, DOVE FIORENZA L’HA GITTATO” (http://chng.it/S2QNdcLVhN). In un’intervista giornalistica video, il sindaco risponde con un sorriso, definendola una “querelle ferragostana”.

Succede però che la petizione irrompe a ritmo tambureggiante nel computer del sindaco con oltre 200 firme in poche ore, così da indurlo a fronteggiare la fiumana annunciando su facebook, alle 16.46 del giorno dopo, che le ossa di Dante a Firenze non ci andranno mai. A Firenze, La Nazione scrive: “Poco più di duecento firme raccolte sul web sono bastate a infrangere il sogno. Le ceneri di Dante non torneranno a Firenze, neppure temporaneamente…A mettersi formalmente di traverso è stata la lista civica ‘per Ravenna’ e il sindaco Michele De Pascale ha colto la palla al balzo negando a Firenze l’abbraccio della riconciliazione”.
Soldato che scappa buono per un’altra volta. Arrivati, alle 12.35 di oggi, a 574 firme (e non si fermano), nonostante la ritirata del sindaco, Lista per Ravenna non rinuncia a sostenere e rilanciare quanto di buono e di fattibile si possa realizzare, nelle condizioni date, del bel “sogno” culturale di Cristina Mazzavillani Muti: che Ravenna e Firenze si riconcilino, nel nome di Dante, in occasione del centenario dalla sua morte. Poche proposte, semplici e concrete ma significative, che avverino il sogno mettendo d’accordo tutti. Avrà la forma e i contenuti di una nostra interrogazione al sindaco di Ravenna.

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna

 

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