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Affondamento Berkan B. Continuano le polemiche, AssoRaro: “È la punta dell’iceberg”

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La vicenda dell’affondamento della Berkan B non è che la punta di un iceberg. Da anni i mezzi di informazione, anche nazionali, inseriscono Ravenna fra le città portuali che hanno alle spalle dello scalo commerciale un cimitero di navi straniere, abbandonate per fallimento degli armatori spariti chissà dove.

La constatazione è che le aree circostanti al nostro Porto rientrano nelle zone del Pre Parco del Delta del Po, con paesaggi suggestivi e aree che dovrebbero essere protette da tali situazioni. Da anni vi sono navi abbandonate in condizioni di pericolo e la Berkan B, così come le altre 4 o 5 (di cui almeno 3 russe), cadono addosso alla responsabilità del Presidente dell’Autorita Portuale di turno che ogni 4-5 anni cambia.

Io non so se coloro che devono finanziarci per approfondire i fondali (ovvero per sviluppare l’economia e il lavoro del nostro territorio) ci stiano osservando, ma se così fosse, le casse di colmata prima e la nave affondata poi, non danno di noi una grande immagine. E la politica locale nello stile di “tafazi” continua a far del male, cercando notorietà e consenso con qualche titolo di giornale, ma lasciando pigramente ad altri il percorso per la risoluzione di questi problemi.

Le persone in epoche non troppo lontane si impegnavano in politica per risolvere i problemi, oggi si mettono in politica semplicemente per denunciarli, senza capire che spetterebbe a loro lavorarci sopra. Coerenza vorrebbe che oltre ad un esposto a livello locale, gli esponenti penta stellati avessero interrogato  attraverso i propri parlamentari, il Consiglio dei Ministri (nel quale si trovano anche loro) affinché si gettassero le basi per semplificare le procedure di intervento e per trovare dei fondi utili per rimuovere queste carrette dal nostro Paese (e da Ravenna).

Paolo Guerra
Assoraro

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Commenti

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  1. Scritto da Francesca Santarella

    Si informi meglio prima di scrivere, dopo mesi e mesi che lo stiamo facendo noi, senza l’ascolto di nessuno, politica e associazioni varie comprese. Sono state fatte due denunce (e non esposti) di cui una ai Noe di Bologna,interrogazioni in Regione e in Parlamento, al Ministero dei trasporti e al Ministero dell’ambiente. Non capisco perché voglia sempre dare addosso a chi ha provato ad agire, e non a coloro che hanno taciuto e dormito fino ad ora.