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Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

Report segnala mammografi obsoleti in tutta Italia, la Casa delle Donne chiede lumi a sindaco e Ausl

La lettera aperta della Casa delle Donne è stata inviata al sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, in quanto primo cittadino e presidente della Conferenza Territoriale, oltre che al direttore generale dell'Ausl Romagna, Marcello Tonini

Il recente servizio di Milena Gabanelli trasmesso su La7 e riportato sul sito del Corriere della Sera sui mammografi obsoleti ha destato in noi donne della Casa delle Donne forte preoccupazione, in rapporto allo stato delle apparecchiature diagnostiche nelle strutture pubbliche e convenzionate del nostro territorio.

Il servizio infatti riportava dati e valutazioni preoccupanti dello stesso Ministero della Sanità sull’obsolescenza delle attrezzature disponibili in molte strutture sanitarie pubbliche italiane e quindi una loro minore efficacia e tempestività nell’individuazione dei tumori al seno.

Un ritardo nella diagnosi è pericoloso per la salute delle donne, visto che il tumore al seno è il più diffuso e il più pericoloso per noi. Abbiamo infatti imparato che la prevenzione è la migliore tutela e che la diagnosi precoce fa la differenza nella possibilità di guarigione e la invasività delle cure.

Lo screening mammografico gratuito per i tumori al seno attivato decenni fa nel centro oncologico di Ravenna ha coinvolto migliaia di donne, le ha abituate ai controlli periodici e sicuramente ha consentito una diagnosi precoce e cure efficaci per moltissime nostre concittadine.

Riscontriamo un sostegno ancora insufficiente alle donne in tutti campi a partire dalla nostra salute e dal nostro benessere. Quindi chiediamo informazioni sullo stato delle apparecchiature diagnostiche delle strutture pubbliche del nostro territorio. Riteniamo che la sanità pubblica nella nostra zona debba continuare a garantire prestazioni di alto livello qualitativo utilizzando le tecnologie più avanzate disponibili, come è sempre stato in Emilia Romagna.

Anche per allargare ulteriormente il numero di donne che pratica la prevenzione e per evitare che molte si debbano rivolgere alla sanità privata, scelta questa discriminante verso chi ha meno disponibilità economiche.

 

La Casa delle Donne