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L’indirizzo politico della Biblioteca di Porto Fuori è monopolizzato dal PD

Ci sono alcuni avvenimenti che lasciano spazio a preoccupazioni e sicuramente sono divisivi.

Un esempio attuale è quella che viene definita biblioteca o libreria o sala lettura “Terzo Casadio” a Porto Fuori, “casualmente” ubicata in Via Staggi 4 nello stabile che vede la sede del Pd locale.

Questa biblioteca, a disposizione della comunità, come proclamato al momento dell’inaugurazione, ha una chiara impronta politica, per esempio è impossibile poter liberamente leggere opere di De Felice, Pansa piuttosto che Gianfranco Stella, autori che con coraggio hanno aperto una fase nuova sulla narrazione relativa al nostro dopoguerra, periodo storico degno di una seria e più approfondita riflessione.
Oggi questo non solo è impossibile, ma “l’indirizzo politico” delle opere esistenti è chiaramente monopolizzato.

Forza Italia si domanda chi abbia deciso di intitolare la sala interna con la denominazione “Bella Ciao”, e sopratutto chi siano i referenti di questo progetto che mira ancora una volta alla monopolizzazione politico-culturale di ciò che dovrebbe essere patrimonio di tutti facendo strame del pluralismo tanto sbandierato dalla sinistra a parole ma mai praticato nei fatti.

Nicola Tritto

Commenti

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  1. Scritto da Luca

    Intanto intitolare una sala “Bella Ciao” non denota un indirizzo politico, ma semplicemente ribadisce il valore costituzionale dell’antifascismo, che dovrebbe essere condiviso da tutti, sinistra e destra. Poi si cita Gianfranco Stella: più che un coraggioso lo definirei un revisionista da strapazzo, che per cercare notorietà ha sempre mistificato la realtà della storia, finendo coinvolto anche in procedimenti giudiziari.
    Consiglierei a Tritto di essere più cauto quando si tratta di autori che si arrogano il diritto di compiere revisionismo, e se proprio vuole leggerli lo può fare liberamente a casa propria, invece di sollevare inutili polemiche.

  2. Scritto da anna m

    Ah Luca Luca, con la sua risposta non fa altro che avallare la teoria di Tritto: uno che afferma che chi non la pensa come lui si ” arroga il diritto di compiere revisionismo” la dice lunga sul concetto che può avere di demicrazia e libertà d’opinione.

  3. Scritto da Luca

    Cara Anna, la storia è una, e di certo lei non è una di quelle persone che hanno contribuito a far nascere la nostra Repubblica, laica, antifascista e democratica. Si può dibattere sulla storia, e perfino mettere in discussione il valore delle persone che l’hanno fatta, ma senza mistificarla inutilmente. Quando si inventano fatti inesistenti, che infangano la memoria di gente che ha dato il sangue per la libertà non si è dei coraggiosi visionari, ma solo delle piccole persone vuote che cercano dieci minuti di notorietà e per farlo usano il classico metodo del toccare argomenti delicati in maniera irriverente ed irrispettosa. La libertà e la democrazia sono questo: la possibilità di avere opinioni differenti e poterne liberamente dibattere. Falsificare la storia non è libertà, tantomeno democrazia; è solo povertà intellettuale.

  4. Scritto da anna m

    Caro Luca, non conosce nulla di me quindi la invito a non discutere su cosa io abbia fatto o meno per la nascita della nostra Repubblica. Il suo post nuovamente rimarca una discreta supponenza e dose di superficialita: non ho commentato in merito alla veridicità delle tesi sostenute dagli autori che Lei menziona. Ho solo sostenuto, che grazie alla democrazia per la quale si è lottato è nel pieno diritto di tutti esprimersi come meglio si crede, anche quando cio che viene scritto non è di nostro gradimento. Se le teorie revisioniste o Pinco Pallino non le piacciono non li legga