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Coronavirus. Chiediamo misure economiche a sostegno dei servizi per l’Infanzia privati

Mossi dal senso civico che ci contraddistingue e avendo a cuore la salute dei nostri bambini e delle loro famiglie, ci siamo immediatamente adeguati alle ordinanze correlate all’emergenza epidemiologica da Covid-19 provvedendo alla subitanea chiusura dei nostri servizi che, inevitabilmente, ha comportato non pochi disagi alle famiglie che si affidano a noi e che non pagheranno le rette per il servizio non potendone usufruire. Precisiamo a tal proposito che non tutti i Comuni dell’Emilia Romagna hanno provveduto ad avvisare i servizi privati in merito all’obbligo di chiusura, lasciando i titolari in balia di articoli di giornali, e comunicazioni ufficiali sui siti internet delle pubbliche amministrazioni usciti solo tardivamente. Inviamo la presente al fine di portare alla vostra attenzione la situazione di incertezza in cui attualmente imperversano i titolari ed i dipendenti dei servizi educativi privati rivolti alla prima infanzia.

Alla preoccupazione per la salute nostra e dei nostri cari si aggiunge, però, oggi anche quella per lasituazione economica delle nostre attività. Abbiamo canoni di locazione, mutui, dipendenti e utenze da pagare e noi titolari, una famiglia da mantenere.
Nessuno, purtroppo, sa quanto durerà questa emergenza e non è corretto, né socialmente sostenibile, che questo porti alla chiusura delle nostre attività. Le misure di cui si è trattato fino ad oggi sono prevalentemente rivolte ad educatori con contratti pubblici o che lavorano in grosse cooperative, ma non sono state considerate le piccole realtà che, nonostante siano fondamentali per la società tutta, sia in termini di qualità che di integrazione dei posti pubblici insufficienti rispetto alla richiesta, non vengono nemmeno nominate nei decreti già emanati. Ci sembra doveroso porre in risalto il lavoro svolto da noi privati in termini di efficienza, efficacia, qualità e sostegno alle famiglie che, per scelta o per necessità, ci affidano i loro bambini. Il servizio pubblico non riesce a coprire il fabbisogno territoriale in termini di posti al nido e alla scuola dell’infanzia, per questo noi privati svolgiamo anche un servizio di pubblica utilità che non può essere trascurato in una situazione di emergenza come questa. Ricordiamo di seguito le spese che le nostre attività devono sostenere, anche se l’attività è chiusa e
non ci sono incassi: utenze, locazioni, spese condominiali, eventuali finanziamenti, tasse e imposte, contributi e stipendi.

Chiediamo pertanto l’applicazione di misure urgenti e certe per le nostre attività imprenditoriali a prevalenza femminile, quali in via esemplificativa:

– contributi economici diretti alle strutture private proporzionali alle rette non incassate;

– un programma biennale che permetta alle strutture private rivolte alla prima infanzia non solo di riaprire ma anche di risollevarsi e continuare ad offrire un servizio di qualità alle famiglie;

– un sussidio per le titolari, coordinatrici, referenti e socie che non hanno le caratteristiche per
attingere ai fondi già stanziati;

– sospensione del pagamento delle utenze senza more o interessi;

– approvazione di un protocollo d’intesa per il coordinamento pedagogico intercomunale e di un “Sistema Educativo Integrato Pubblico-Privato con il coinvolgimento pieno e costruttivo dei gestori dei nidi privati che con impegno, sacrifici e grossi investimenti economici, hanno permesso il raggiungimento l’obiettivo dell’accordo di Lisbona.

La Costituzione definisce i cittadini “uguali davanti alla legge, di pari dignità senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali” (art.3) e gli uffici pubblici “organizzati in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione, la determinazione delle sfere di competenza e delle responsabilità dei funzionari” (art.97). Su tali presupposti, quindi, le Amministrazioni Comunali hanno la responsabilità di determinare un sistema di regole e garanzie che consentano equità, efficacia e trasparenza negli interventi attraverso una definizione chiara degli obiettivi, degli standard organizzativi e degli indicatori di qualità, nonché delle modalità di verifica e valutazione della qualità stessa; garantire una corretta gestione del sistema integrato pubblico-privato, progettando, sostenendo e promuovendo azioni tese alla massima collaborazione con i gestori privati, parte integrante del sistema di servizi alla prima infanzia, garantendo, in base ai presupposti accreditamenti e convenzioni che permettono ai Comuni di dare risposte efficaci, efficienti e di altissima qualità. I Nidi Privati e i servizi integrativi per la prima infanzia autorizzati sono una risposta a bisogni concreti, nati in soccorso o per assenza del servizio pubblico o addirittura su richiesta della stessa Pubblica Amministrazione (come descritto in premessa al fine di raggiungere gli obiettivi posti dall’accordo di Lisbona) e pertanto si chiede rispetto e dignità per il lavoro svolto al servizio di tutta le comunità. La necessità è che venga riconosciuto il sostegno richiesto, nulla di più, per continuare a svolgere questo pubblico servizio ricordando che nessun privato riceve e ha mai ricevuto finanziamenti pubblici.

Da parte dei nidi privati e dei servizi integrativi per la prima infanzia autorizzati che svolgono un servizio pubblico c’è la massima comprensione dei problemi economici della Pubblica Amministrazione ma queste attività non possono sostenere anni a venire di bilanci in perdita pur dopo aver messo in atto ogni misura idonea a mantenere sia la qualità del servizio sia i posti di lavoro e contemporaneamente rinunciato a parte dei compensi dei titolari e/o dei soci. Attualmente le misure varate non prendono minimamente in considerazione il nostro settore, sebbene sia stato il primo obbligato alla chiusura forzata.

In buona sostanza e per chiarezza, il valore del servizio svolto dalle strutture private è quantificato in migliaia di euro risparmiati in toto dalla Pubblica Amministrazione a fronte di nessun rischio d’impresa da parte di quest’ultima e che non contribuisce minimamente al costo del servizio (zero contributi alle strutture). Siamo certi che troverete le modalità di sostegno più idonee e compatibili con le risorse finanziarie regionali e statali che permetteranno di non far chiudere i nostri servizi e di risollevarci non appena questo brutto momento sarà finito.

Lettera rivolta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministeri, Regione Emilia-Romagna, Comuni emiliano romagnoli, Comunità montane Unioni di comuni emiliano romagnoli. I firmatari:

PGE Piccolo Nido L’Isola che non c’è Cavezzo (MO) isolababycavezzo@gmail.com
PGE BIMBILANDIA Massa Finalese (MO) bimbilandia@lapam.legalmail.it
PGE La casa sull’albero Medolla Veronica Prina (MO) m.fregni@gmail.com
PGE la Casa del Bosco Medolla (MO) Mariapaola Oddolini oddolini.mariapaola@pec.it
PGE Piccolo Nido, San Prospero, (MO) Simona Porcu simona.porcu@legalmail.it•
PGE les Nounous Carpi (MO) di Po Maddalena po@gmail.com
PGE Piccoli Tesori Ravenna di Valeria Scarpiello piccolitesorira@gmail.com
PGE La casa di fate e folletti, Ravarino (MO) Di Bandieri Giada giadina9327@live.it
PGE Primi passi di Silvia Spelta speltasilvia@libero.it
P.GE. Scarabocchiando a casa di stella Castel San pietro terme (Bo) di Anna stella Siciliano acasadistella@gmail.com
PGE Scarabocchiando a casa di Gianna Cotignola (RA) di Bottoni Gianna bottonigianna@gmail.com
PGE Scarabocchiando a casa di Chiara San Lazzaro di Savena ( BO) di Chiara Grande acasadichiarag@gmail.com
PGE Scarabocchiando a casa di Silvia Lugo (RA) di Stignani Silvia acasadisilvialugo@gmail.com
PGE Scarabocchiando a Casa di Simona Bologna (BO) di Simona Maccaferri acasadisimona@gmail.com
PGE Scarabocchiando a casa di Daniela e Tamara San Lazzaro di Savena (BO) di Daniela Nieri e Tamara Lancioni casadidanielaetamara@gmail.com
PGE Scarabocchiando a casa di Jenny Cesenatico (FC) di Jenny Pagliarani acasadijenny@gmail.com
PGE Scarabocchiando a casa di Alessia Bologna (BO) di Alessia Chiarini alessiadada@gmail.com
PGE Scarabocchiando a casa di Elisa Castenaso (BO) di Elisa Gavelli elieli82@gmail.com
Nido d’Infanzia Mariposa Rimini (RN) di Eleonora Marino nido.mariposarimini@gmail.com
Nido Gli Scoiattoli San Lazzaro di Savena (BO) di Sonia Correntenidogliscoiattoli@gmail.com
Nido di Viola, Piccolo Nido di Viola, Il Villaggio di Viola Granarolo dell’Emilia (Bo) di Falferi Lara ilnidodiviola@yahoo.it
Nido Pippi e Gianburrasca Castelnaso (BO) di Arianna Arioti pippi@arioti-arianna.191.it
PGE CENTRO MARY POPPINS Ravenna, Donatella Querzoli centro.marypoppins@libero.it
Nido Interaziendale Il Giardino delle Birbe, Parma (PR) di l’Imprinting scs di Casappa Jessica Imprinting_soc_coop@legalmail.it
Nido Babylandia Rivabella(RN) di Bianchi Eleonora asilonidobabylandia@hotmail.it
Nido A testa in Giù Castelnaso (BO) di Chiara Brintazzoli info@asiloatestaingiu.it
PGE Il Ciuccio di Nina Parma(PR) di Elena Stefanini ilciucciodinina@gmail.com
Nido Brucosvaldo Castello D’Argile (BO) di Cooperativa Le Ditaorlandi.g@cooperativaledita.it
Nido La maison dei Piccoli Parma(PR) info@lamaisondeipiccoli.it