Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

Sul canto degli italiani e sul rispetto per i morti al tempo del Coronavirus

Più informazioni su

Stamattina in una rassegna stampa ho sentito leggere il pezzo di Domenico Quirico, giornalista che sul fronte di guerra c’è stato e ne ha pagato anche le conseguenze, che sa benissimo qual è il significato profondo e terribile della morte.
Secondo me è giusto criticare pesantemente coloro che continuano a intonare canzoni ai balconi, che sia l’inno di Mameli, che sia Azzurro, che sia Volare, come se quello che succeda fosse una festa; d’altra parte quando si va ai funerali si batte le mani come fosse uno spettacolo.
Certo non siamo in guerra ma siamo di fronte a tanti morti che non solo ci danno un dolore straziante, ma ci fanno e ci chiedono pudore e introspezione. Se vogliamo ricordarli, stiamo zitti.
Facciamo comunità magari andando a fare la spesa nelle regole e nei tempi anche per un anziano o un’anziana, magari telefonando agli anziani che sono soli in casa, con poca possibilità di rete e di relazioni. Forse potremmo anche cantare loro qualcosa, ma soprattutto raccontare i nostri sentimenti.

Ivano Mazzani

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Riccardo Baruzzi

    Secondo me è giusto criticare pesantemente coloro che continuano a intonare canzoni ai balconi,…
    secondo me in casa propria uno è libero, sempre nel rispetto delle leggi.
    Alcune culture nel mondo esorcizzano la morte cantando e ridendo.
    Ho forse torto ? grazie

  2. Scritto da angelo

    Ieri h esposto la bandiera ed alzato il volume della radio per le quattro canzoni, la prima era l’Inno di Mameli, per un evento unico: tutte le radio italiane erano collegate tra loro parafrasando che insieme si può vincere. Mi sono emozionato con l’inno ma probabilmente a lei da fastidio che la gente canti, meglio piangersi addosso e poi uscire per ogni cosa. Ho letto un articolo di Gramellini su tutti i podisti che ci sono adesso e lo hanno infamato. Ma d’altronde cantiamo il mostro inno e diamo fastidio! Cordialmente.

  3. Scritto da cinzia

    Perche’ invece di criticare sempre in un momento come questo ognuno fa la sua parte? E cosa ne sa Lei se prima o dopo i canti fatti alla finestra chi ha proprio cantato ha telefonato ad anziani o magari ha fatto la spesa per qualche persona impossibilitata?