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Questa è mia mamma. Lavora ogni mattina all’ospedale di Ravenna 

La mia mamma lavora ogni mattina all’ospedale di Ravenna. Ma non è medico, non è infermiera, non è virologa.
Da trent’anni o forse più si occupa di igiene. Da trent’anni o forse più, è pagata (poco, davvero poco in proporzione alle condizioni della sua schiena) per detergere e disinfettare gli ambienti pubblici (corridoi, sale d’aspetto, bagni, camere dei pazienti, zone comuni ), per distribuire il vitto (cibo) ai pazienti. Qualche volta – in caso di necessità – deve prestare aiuto ai ricoverati oppure dare semplici indicazioni ai loro parenti in visita.
Il suo lavoro, oggi, la mette in stato di ansia e allerta pur essendo protetta.
‘Ogni mattina – mi dice – spero di poter tornare a casa e di non infettarmi, altrimenti mi tengono qui’. Sta bene, è una donna in forma e sana e quindi si reca sul posto di lavoro. Sa che le sue mansioni deve svolgerle al meglio – che sono importanti – anche indossando i dispositivi di sicurezza che le amplificano la fatica dei movimenti, anche con la consapevolezza che potrebbero non essere sufficienti a lei, agli altri.
Quando finisce il turno, entra in uno spogliatoio comune. Uno spogliatoio dove non le permette nemmeno di farsi una doccia. Lì, deve togliersi tutto (la divisa viene depositata per il lavaggio, la mascherina sostituita ad ogni turno) può lavarsi giusto le mani, per poi rientrare a casa dove altre persone l’aspettano.
Nonostante la sua posizione non sia stata mai valorizzata – nemmeno dal personale ‘più alto’ del suo stesso ambiente – oggi voglio proprio dirle di resistere e voglio sperare che un giorno anche la sua categoria possa essere ricompensata per gli sforzi fatti, per l’ansia e la frustrazione di questo momento e per il rispetto che molte di queste persone stanno avendo nei confronti del lavoro e della vita.
Noi tutti siamo necessari al cambiamento, siamo tutti dentro lo stesso traguardo, che è quello di ottenere diritti come: dignità umana, sicurezza, impegno istituzionale e non, rispetto e gratitudine, adeguati contratti lavorativi, a qualsiasi livello. Diritti che in tanti stanno pagandosi a colpi di ‘senso del dovere’: a qualsiasi livello.
Grazie mamma, per il tuo senso del dovere.

Michela B.

Commenti

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  1. Scritto da Anna Maria

    Complimenti Michela alla tua mamma e a te che hai saputo farci conoscere questo aspetto della quotidianità in ospedale di cui poco si parla.Come mamma sarei molto orgogliosa di una figlia come te!

  2. Scritto da Fabrizio

    Brava Michela,La tua mamma come tanti altri operatori all.interno dell,Ospedale è chiamata a svolgere un.attività di primaria importanza. Ringraziala da parte mia e dille che è fortunata ad avere una figlia come te.

  3. Scritto da Simona

    Ringrazio la Mamma di Michela e tutti gli operatori che puliscono e disinfettano ogni giorni le strutture sanitarie. un grazie di cuore e che il Signore vi protegga sempre.

  4. Scritto da Giancarlo

    Questa lettera, scritta da una figlia meravigliosa,deve far riflettere, e va a toccare il cuore di ognuno di noi.La mamma che fa’ un lavoro duro e prezioso e che va’ incontro a diversi rischi per la propria salute e di conseguenza per quella degli altri ancor più in questa maledetta emergenza deve essere tutelata e a maggior ragione i vertici della cooperativa nella quale ella e’ dipendente devono assolutamente a lei e a tutte le colleghe e colleghi premiarla con uno stipendio dignitoso e non con retribuzioni inadeguate alla vita e alle persone. Con la speranza di un repentino cambiamento e rivedere questi contratti che sono sempre al ribasso auguro alla mamma di avere sempre tanta forza e dedizione e mai mollare grazie, ne sono sicuro, al supporto della stupenda figlia piena di valori umani. Cordiali saluti.

  5. Scritto da Anna

    Ciao michela la tua mamma deve essere orgogliosa di te….te che capisci il suo sacrificio….

  6. Scritto da Bruno

    cara Michela
    ho qui davanti a me la foto di mia figlia (moglie e madre)travestita da marziano in servizio come infermiera professionale nei reparti Covid 19 al SANTA MARIA DELLE CROCI e vivo come te la preoccupazione e la paura per il suo stato di salute.
    Anche loro hanno grosse difficoltà, l^organico insufficiente,dispositivi di sicurezza non sempre disponibili,disposizioni confuse ecc.ma questa è una guerra e loro sono al fronte e dobbiamo essere orgogliosi di loro come io lo sono per mia figlia nonostante la paura.
    Da tanti anni sempre in turno dove non esiste Pasqua Natale o capodanno e sempre pronti a rientrare anche fuori orario per qualsiasi evenienza;è un lavoro che limita fortemente la qualità della vita,ma lei lo ha scelto e lo fa con professionalità,dedizione e soprattutto con umanità.
    Oggi si parla di angeli e/o di eroi ma sono sempre le stesse persone di prima, persone come noi,che ci assistono o ci hanno assistito nei momenti bui della vita e non certo per il guadagno visto il modesto stipendio mensile che di certo non corrisponde all,impegno e alla responsabilità del lavoro svolto.
    Il mio vuole essere un appello a tutti noi;ricordiamoci anche dopo (sperando di poterci riabbracciare) di tutte le persone,medici infermieri ausiliari che lavorano h24 per la ns. salute e chiediamo insieme,a chi ha il potere di farlo,innanzitutto di potenziare gli organici per ridurre il carico di lavoro,di dotarli delle attrezzature più moderne per il controllo e la gestione dei pazienti e di tutto ciò che è utitle per la tutela della loro salute;facciamolo per noi prima ancora che per loro e che,come ultima cosa, venga loro riconosciuta una giusta retribuzione.