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Andrea Maestri: faccio finta che sia un gioco, una filastrocca per raccontare la pandemia con gli occhi dei bambini

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Faccio finta che sia un gioco

Giro giro tondo

per davvero cascò il mondo

e fu buio sulla terra

come al tempo d’una guerra.

Tutti in casa e ben distanti

con le maschere ed i guanti

niente scuola né vacanze,

stiamo chiusi nelle stanze.

Oggi in video c’è lezione:

per spiegare l’addizione

la maestra ha disegnato

un “più” grande e colorato.

Noi bambini in casa nostra

siamo come su una giostra

che non va né su né giù

e non ne possiamo più.

Dietro al vetro vedo il parco

e m’immagino con l’arco

di scoccare una freccia

e colpire la corteccia

di quel ramo un po’ piegato

che dall’albero è staccato.

Vedo in basso l’altalena

sola e ferma, mi fa pena!

Poi lo scivolo e il castello

ed appeso c’è un ombrello

che qualcuno s’è scordato

e lì un giorno ha lasciato.

Come un dondolo l’ombrello

culla un merlo e un altro uccello

che cinguetta dalla gioia

e interrompe un po’ la noia.

Dietro al vetro c’è un bambino

che mi guarda da vicino:

sono io, è il mio riflesso

l’ho scoperto solo adesso!

Passa in strada un’ambulanza

sfreccia svelta a gran distanza,

suona forte la sirena

ed il blu fin qui balena.

Penso ai letti di ospedale

a chi adesso starà male

e mi sale la tristezza,

ci vorrebbe una carezza.

Faccio finta che sia un gioco

ma speriam che duri poco!

Andrea Maestri – Ravenna

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