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Umanesimo in forse. Riflessioni sulla deriva post Covid

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Mi collego, avendola apprezzata, alla nota dell’amico Gianfranco Spadoni, vice-presidente di Lista per Ravenna, pubblicata nei giorni scorsi, sulle “Visite negate in ospedale ai familiari dei degenti. Rispettare il lato umano”. Il problema si pone, a mio giudizio, in una prospettiva socio-intellettuale in cui è coinvolta tutta la cultura occidentale, oggi ripiombata, dopo secoli di evoluzione positivistica attraverso il Rinascimento, l’llluminismo, la rivoluzione industriale, ecc., nel buio fitto del medioevo. Superate emergenze tragiche, come le grandi crisi del ’900 e le due conseguenti spaventose grandi guerre, sembrava che gli anni ’60 avessero restituito all’uomo la dignità accantonata, offrendogli la prospettiva di benessere da sempre invocata, in un futuro luminoso e prospero.

Gli eccessi di pragmatismo materialistico, le ricorrenti recessioni economiche connesse anche al difficile e contrastato rapporto con le fonti energetiche primarie, la filosofica morte di Dio e tanti altri squilibri e regressi, su cui si potrebbe scrivere per ore, ci stanno però  precipitando in un nuovo oscurantismo.

L’affermazione dell’Io sul Se ci sta rendendo tutti nemici l’uno dell’altro. Il grande decadimento delle vocazioni in tutti i campi, anche nelle professioni, nell’arte, nella cultura, nella scienza, troppo spesso motivato dall’affermazione e dal guadagno personali più facili, conduce a sacrificare i valori umani delle vocazioni autentiche, per racchiudersi nelle convenienze o difese personali, mirando a trarre il massimo profitto da quanto investito in studi e titoli.

Le scusanti o le giustificazioni sono a portata di mano. Il Covid ne offre a buon mercato. La parabola è nella fantascienza, da sempre avanti nel predire il futuro prossimo. La serie Star Trek degli anni 60 ci disegnava una prospettiva positiva e ottimistica: Le serie di Alien e i film apocalittici post moderni ci anticipano invece un secolo buio senza più umanesimo. Tocca a noi respingere questa deriva, partendo dal prenderne coscienza e consapevolezza.

Angelo Barboni – Punta Marina

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