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I cattivi maestri del Covid 19

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Mentre scrivo, si susseguono insistenti e inquietanti le notizie sull’aumento esponenziale dei contagi, sulle crescenti difficoltà dei reparti covid e delle terapie intensive, sul crollo del sistema di tracciamento, sulle ipotesi sempre più verosimili di lockdown parziali e generali. Ci sentiamo come fanti in trincea a Caporetto terrorizzati dallo scoppio sempre più vicino degli Shrapnel.

Facile e scontato in questa situazione prendersela col vertice della piramide decisionale: il governo. È un classico, “piove governo ladro”, figuriamoci se il potere costituito, ladro per definizione e colpevole di tutti i mali possibili, non è responsabile anche della diffusione incontrollata della pandemia e dell‘incapacità di rispondere in modo adeguato a questo flagello. Va detto con chiarezza: la responsabilità, gli errori, le inadempienze politiche indubbiamente ci sono e non vanno nascoste o minimizzate ma io vorrei per un momento sottolineare un altro aspetto, a mio parere non sufficientemente evidenziato e stigmatizzato. Mi riferisco al comportamento irresponsabile e in molti casi vergognoso e criminale, degli appartenenti alla, purtroppo numerosa, schiera dei negazionisti, minimalisti e riduzionisti che da mesi ci propinano sciocchezze macroscopiche e previsioni fallimentari su un virus che non è mai esistito, oppure se esiste è clinicamente morto, ha esaurito la sua carica virale e essendo diventato buono non costituisce più un pericolo.

Per questi paladini della libertà invece il pericolo vero sarebbe costituito da un potere misterioso e minaccioso che vuole utilizzare il virus per addormentare le coscienze, eliminare la democrazia e imporre “il pensiero unico dispotico” attraverso un gigantesco complotto mediatico. Ricordate il comico (e virologo amatoriale) Massimo Boldi che si è scagliato contro i potenti del pianeta che, secondo l’attore, vogliono terrorizzare il mondo utilizzando mascherine da Pecos Bill?

Interessanti anche le acute argomentazioni dello ‘scienziato’ Stefano Montanari, idolo di negazionisti e no vax, che ha sostenuto come l’epidemia in corso sia solo una trovata mediatica dei colossi della farmaceutica, una truffa gigantesca per tappare la bocca la popolo. Consegniamo alla storia le interviste al canale Byoblu, il video blog di Claudio Messora, in cui  Montanari sostiene che non siamo di fronte a nessuna epidemia, che il vaccino è proprio il motivo per cui si è inventata questa epidemia che non esiste e che non c’è un aumento di mortalità a causa del coronavirus.

Non posso certo dimenticare il principe dei cazzari (prendo a prestito il termine da Andrea Scanzi), Vittorio  Sgarbi, che in un famoso video del 9 marzo, poi rimosso da Facebook, lanciò al mondo una straordinaria profezia: fra 15 giorni sarà finito tutto, tutto. Però intanto ci hanno spiegato che dobbiamo essere prudenti, fermi così come dei coglioni chiusi in casa a letto. Bene se siete a letto, se siete a letto, alzatevi! Alzatevi! Andate in giro! andate a Codogno!

Tanti altri personaggi dello spettacolo – attori, cantanti, comici, sportivi – hanno sparato sciocchezze a raffica sull’argomento; tra gli altri Bocelli, Montesano, Roberto Mancini, Miguel Bosè, Briatore (che nonostante le recenti figuracce continua a pontificare in TV).

Ma la responsabilità più grande spetta sicuramente a quegli esperti, non solo virologi, che con le loro affermazioni hanno contribuito in modo decisivo ad allentare  le cautele durante l’estate facendo intendere che era tutto finito, che si poteva tornare esattamente alla vita precovid, mentre gli scienziati più attenti, affidabili e consapevoli come Andrea  Crisanti, Massimo Galli, Antonella  Viola ci diffidavano dall’abbandonare comportamenti prudenti e responsabili in assenza dei quali una seconda ondata sarebbe stata inevitabile.

Al 26 febbraio risale l’infelicissima previsione di Maria Rita Gismondo, virologa al Sacco di Milano, il coronavirus è una semplice influenza, tra una settimana non ne parleremo più e ne farò un ciondolo, giustificata in parte dal fatto che eravamo agli inizi dell’epidemia. Meno giustificabile e più grave la prematura sentenza di morte del virus del prof. Zangrillo del 31  maggio: mi viene da ridere quando sento certe dichiarazioni. Il virus, praticamente, dal punto di vista clinico non esiste più. Innumerevoli poi le rassicurazioni  e il mantra  ‘liberi tutti’ durante i mesi estivi. Tra i più loquaci Matteo Bassetti: il virus è più debole, i catastrofisti negano l’evidenza dei fatti oppure chi dice che avremo una seconda ondata come la Spagnola fa terrorismo (4 agosto).

Il 14 agosto il celebre virologo Massimo Clementi dichiara perentoriamente che l’epidemia è sotto controllo. Ma il più straordinario esponente del pensiero minimalista che si è scatenato nei mesi estivi (il virus non c’è più, non ci sarà una seconda ondata, la mascherina è inutile, basta allarmismo e catastrofismo e via dicendo ) è indubbiamente il  prof. Giulio Tarro, primario emerito del Cotugno che in aprile aveva scommesso la propria reputazione affermando che entro un mese il Coronavirus ci avrebbe abbandonati come tutti i corona influenzali. Secondo l’ineffabile Tarro con il caldo, il sole e il mare (mancava solo la pizza e il mandolino) l’Italia avrebbe definitivamente sconfitto il malefico virus. L’ultima straordinaria, lapidaria genialata di Tarro è recente e risale al 6 ottobre: stiamo sbagliando. Non è emergenza, ma immunità di gregge. Tranquilli, non è emergenza!

Potrei continuare con queste perle di saggezza ma lo scopo di questa lettera è un altro. Attenzione, non si tratta semplicemente di confutare le tesi negazioniste o schernire le   affermazioni più o meno azzardate di qualche scienziato imprudente e presuntuoso. La questione è molto più seria. Si parla di persone, tante persone, che sono morte o che si sono gravemente ammalate perché si sono contagiate e si sono contagiate in seguito a comportamenti scorretti e inadeguati spesso indotti da affermazioni e previsioni   superficiali e sbagliate. Si parla di familiari che dopo aver pianto si domandano come mai i loro congiunti sono morti o si sono gravemente ammalati dal momento che qualche autorevole “esperto” li aveva rassicurati dicendo che il virus non c’era più o era inoffensivo, perciò non aveva più senso sottoporsi a pesanti restrizioni e limitazioni della propria libertà.

Non ho assolutamente competenze giuridiche ma mi domando: qualche avvocato coraggioso valuterà con attenzione se qualche articolo del codice penale può riguardare questi comportamenti? Mi riferisco ad esempio:

• all’art. 451 – Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro

• all’art. 452 – Delitti colposi contro la salute pubblica.

• all’art. 656.- Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico.

Non so se, come ha scritto Ettore Ferrini, quando e se questo incubo sarà finito, tali soggetti andrebbero processati come responsabili di tutti quei morti che per ingenuità o per paura della realtà hanno creduto alle loro cazzate. Una cosa è certa. Dobbiamo ricordare tutte quelle persone nei reparti Covid o nelle terapie subintensive e intensive imprigionate dalla paura, con la sofferenza del respiro che ti manca, la solitudine di una stanza senza parole, senza compagni, senza nessuno a condividere la pena. Soli, assistiti certo, ma soli, prigionieri del Covid.

E dobbiamo ricordare i nomi e le facce di chi ha diffuso a piene mani questa gran voglia (purtroppo attraente e seducente) di negare, di ridimensionare, di denigrare chi, invitando alla prudenza cercava semplicemente di tutelare se stesso e gli altri. La cosa più sorprendente è che nessuno di loro va in tv per dire “chiedo scusa, mi sono sbagliato, le mie previsioni erano errate e hanno contributo a farvi abbassare la guardia”.  Viceversa costoro continuano a pontificare e ad infamare scienziati come Crisanti definito terrorista e profeta di sventure perché aveva previsto che entro la fine del mese di ottobre, se non  si fossero adottati provvedimenti adeguati, si sarebbero raggiunti  i 10.000 contagi.

I cattivi maestri ci hanno detto che la guerra era finita e che dovevamo uscire dal bunker per festeggiare. Ma non era vero  e così si sono assunti una responsabilità enorme di cui prima o poi dovranno rispondere se non davanti alla giustizia, davanti alla loro coscienza.

Valter Galavotti

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanni lo scettico

    Come disse giustamente Umberto Eco: Internet ha dato voce a legioni di imbecilli. Fra terrapiattisti, antivaccinisti, complottisti e compagnia bella qua non se ne può più!

  2. Scritto da Elisa

    il panico non serve. Tutto questo e’ il risultato di una cattiva informazione alla televisione e sui giornali. Parlano tutti. In un paese serio e con un governo serio come nei paesi del nord Europa parla un incaricato e gli scienziati si confrontano nelle sedi opportune non in talk show e nelle transmissioni televisive. Sig.Galavotti non abbiamo bisogno del tutore perche’siamo grandi e una volta detto quello che dobbiamo fare lo facciamo. Il pesce puzza sempre dalla testa.

  3. Scritto da Giovanni lo scettico

    Gentile Elisa, io non credo che siamo grandi. Al sabato sera per Marina di Ravenna tutti senza maschera, in discoteca non ne parliamo, idem per certi bar, le sembra un comportamento da grandi?

  4. Scritto da Elisa

    lo siamo e lo dobbiamo essere. L’unico modo e’ responsabilizzare le persone. Il proibizionismo ha sempre fatto dei danni e grandi. Anche la Chiesa Cattolica ne ha fatti tanti deresponsabilizzando le persone. La gente deve usare la propria testa e il proprio buonsenso non servono guide spirituali.