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Artisti di strada: prima di dare il permesso di esibirsi bisogna almeno assicurarsi che la qualità sia salva

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Buon giorno mi chiamo Mattia Schiavina, artisticamente Re Cane. Accompagnato da Elena ed Eleonora da oltre due anni settimanalmente frequento Ravenna esibendomi alternatamente tra via Diaz e via Cavour cantando i miei brani, accompagnati da una chitarra acustica. In questi due anni nonostante un inizio turbolento per via dei permessi che mi costarono una multa, mi sono sempre trovato a mio agio e ben voluto dai cittadini, dai residenti e dai commercianti. Ed è proprio di questi ultimi che mi preoccupo maggiormente, dal momento che sono i più annessi allo svolgimento dell’esibizione. Per un passante infatti si tratta di pochi istanti di coinvolgimento nei quali possono scegliere se proseguire o fermarsi e magari contribuire monetizzando la propria approvazione. Per un residente diventa meno facile andare oltre ma può sempre chiudere la finestra o nel caso non gradisse, avere la fortuna di non trovarsi in casa… Mentre per un negoziante, magari dovendo per esigenze commerciali tenere la porta aperta, diventa impossibile  gestire una situazione dove “l’artista” non rispetti il contesto o non ne sia all’altezza. Ed è per questo che nell’interesse e nella tutela del mio lavoro e di tutta la categoria degli Artisti di strada, chiedo che il rilascio dei permessi per regolarizzare lo svolgimento dell’esibizione da parte dell’ufficio del territorio diventi più selettivo, attraverso un’audizione o richiedendo materiale di tipo artistico che garantisca un minimo di qualità circa l’esibizione che si vuole svolgere e questo affinché la piazza o le vie del centro non diventino una sala prove o peggio un salvadanaio ambulante per garantirsi la bevuta o un panino a spese di chi lavora seriamente pagando le tasse, e dovendo peraltro rendere conto al difficile contesto
storico che stiamo attraversando.
Con questo spero che l’appello venga raccolto e venga istituito un nuovo modulo o scia da compilare che contenga oltre ai dati personali, le referenze o gli attestati per potersi esibire, quanto meno un repertorio che vada oltre le solite due cover o quattro botte su di una pelle di tamburo.

Mattia Schiavina, in arte Re Cane

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