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Ravenna, dieci giorni chiusi in casa, positivi al Covid, senza notizie e risposte dall’AUSL e dai medici

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Buongiorno, sono una signora di 53 anni e il 5/11/2020 io e il mio compagno abbiamo iniziato ad avere i sintomi del Covid: febbre, dolori muscolari, forte mal di testa. Il giorno seguente abbiamo contattato i nostri medici, che hanno preparato le richieste per eseguire i tamponi presso il Pala de André. Ci siamo recati lì ma le richieste erano sbagliate, quindi niente tampone. Il giorno 9 novembre abbiamo nuovamente chiamato i nostri dottori ma ci è stato consigliato di andare al laboratorio privato Saba. Così siamo andati a fare il tampone veloce, restando in macchina, visto che avevamo la febbre. Risultato: positivi. Il personale del Saba ci ha informato che avrebbero dato subito comunicazione alla AUSL e che ci avrebbero telefonato entro 24 ore.

Nessuno ci ha telefonato e noi per più di 10 giorni abbiamo continuamente telefonato ai medici, all’AUSL, scritto email, senza avere risposta. Ho scritto anche a Bonaccini. Ci siamo anche accertati della comunicazione dal laboratorio Saba a AUSL: inviata effettivamente il 9/11/2020. La cosa più grave è stato il disinteresse della Sanità pubblica verso le persone che noi avevamo frequentato i giorni prima dei primi sintomi. Ci siamo preoccupati noi di contattare tutti suggerendo loro di fare un tampone a pagamento. Vi sembra giusto? Purtroppo questa mancata informazione può anche avere conseguenze gravi.

Solo il giorno 20 novembre finalmente siamo stati contattati. Io avevo scritto minacciando di uscire di casa anche se ero positiva, se non mi contattavano. Appena ci hanno contattato ci è stato detto che la pec per l’AUSL da parte del laboratorio Saba era andata persa e quindi non sapevano della nostra positività. Ma come? Una pec non ha valore come una raccomandata e quindi non è un documento importante? Ausl le perde? Incredibile.

Finalmente AUSL ci dà appuntamento e il 21 novembre facciamo il tampone al Pala de André. Risultato: io negativa, il mio compagno positivo. Per AUSL vale solo il tampone del 21 novembre e per loro io non ho mai avuto il Covid, non solo: devo stare in isolamento fino al 1° dicembre perché ho avuto contatto col mio compagno positivo. Quindi il primo dicembre mi faranno di nuovo il tampone e se tutto andrà bene forse il 3 dicembre potrò uscire.

Allucinante: noi siamo chiusi in casa dal 5 novembre senza aver avuto la minima assistenza dai nostri medici di base e con assenza totale dell’AUSL. Fortunatamente noi abbiamo avuto una brutta influenza ma non abbiamo avuto bisogno di andare in ospedale, ma mi chiedo in che mani siamo e come AUSL possa pensare di fermare questa pandemia se non controlla neanche i positivi. Distinti saluti

Valeria

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Commenti

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  1. Scritto da Wainer

    Funzionano bene le cose in Italia….

  2. Scritto da Paride

    potrei aggiungere alla lettera della signora che in più io ho perso mia madre ,secondo loro malata di covid,dopo 2 tamponi negativi solo perchè aveva un febbre di 37,5 con le conseguenze dell’impssibilità di fare il funerale.e mi fermo qui ma avrei un libro da scrivere.

  3. Scritto da Laura Bonagura

    Mi dispiace per la famiglia che ha subito questa situazione, è vero che le istituzioni e gli uffici sanitari sono in tilt come se non più che per la prima ondata. Ma noi, purtroppo, non abbiamo un senso etico, civico e di rispetto per il prossimo. Se ci va di fare qualcosa, come ad esempio andare al mercato anche se avvicinandoci notiamo che c’è tanta gente o entrare in un negozio dove c’è la fila per un offerta o una promozione ( black friday, blu friday, everyday friday ecc. ecc..), lo facciamo. Le colpe vanno divise equamente, ma in Italia di equo c’è rimasto ben poco … Solo opportunismo e maleducazione 😒