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Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

“Natale: i toni usati dal Ministro Boccia ridicolizzano il giorno più importante dell’anno liturgico”

L’uscita pubblica del ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, di anticipare la messa di Natale non è sbagliata come proposta che tiene conto della grave pandemia, ma il tono e il modo di affrontare l’argomento ha avuto tutto il sapore di ridicolizzare il giorno più importante dell’anno liturgico. Non si tratta certamente, quindi, di una questione legata all’orario, ma non si possono accettare toni sibillini e fuori luogo espressi da un ministro del Governo, né tanto meno si può paragonare l’evento della nascita di Gesù come un problema assimilabile all’apertura o alla chiusura di una sala giochi.

L’Europa, poi, da una parte  giustamente invita alla cautela e alla massima prudenza, dall’altra esorta a “considerare di evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti sostituendoli con iniziative on line, Tv o a mezzo radio”. Ma quali grossi assembramenti se c’è un vistoso calo di presenze nella chiese organizzatissime sui principali obblighi che attengono la distanza, l’igienizzazione ed altre precauzioni a norma di legge. Ho l’impressione, piuttosto, che lo Stato Italiano e l’Europa continuino a mettere in pratica la filosofia riferita alla scellerata scelta del mancato riconoscimento delle radici cristiane nel testo della nuova Costituzione Europea, una vera occasione mancata a suo tempo di costruire sulla base del nostro patrimonio comune, un avvenire aperto a tutti.

Sull’orario della messa del giorno di Natale, dunque, il problema dell’orario non esiste così come ha rimarcato la Conferenza dei Vescovi, la Cei. Piuttosto traspare a tutto tondo una palese ingerenza dello Stato nella vita della Chiesa che, specie in tema di assembramento, tende a paragonare o a confondere i luoghi di culto con le discoteche. Su questi e su altri temi la Cei dovrebbe esprimersi con un maggiore vigore.

Gianfranco Spadoni, vicepresidente Lista per Ravenna                       

Commenti

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  1. Scritto da Emanuele

    Ma per favore. Mi scusi, ma lei interviene sempre con argomentazioni al limite del ridicolo. I veri credenti, sbandierano meno, e pregano in silenzio. Il silenzio, è proprio vero, è d’oro.

  2. Scritto da Giovanni lo scettico

    Gentile Spadoni, non esiste nessuna ingerenza dello Stato nella vita della Chiesa, ma solo il tentativo di risparmiare ai fedeli un contagio pericoloso.

  3. Scritto da Tax19

    Spadoni parla di “una palese ingerenza dello Stato nella vita della Chiesa”: semmai è vero il contrario! E’ la chiesa che dal 1870, dal patti lateranensi e dal concordato pretende e ahimè, spesso ottiene, di dettar legge in Italia. Continue invasioni su tutti i campi: dalla politica alla ricerca scientifica, dal divorzio all’aborto, ecc… si facessero i fatti loro una buona volta i preti e badassero soltanto alle anime