Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

Cervia. L’Associazione culturale Casa delle Aie ricorda Umberto Foschi nel ventennale della sua scomparsa

Il 15 dicembre 2020 è stato il ventennale della scomparsa di Umberto Foschi (1916-2000), il grande storico di Cervia e della Romagna. Purtroppo per l’emergenza Covid-Coronavirus, è stata annullata una manifestazione rievocativa, programmata, per la data del ventennale, dall’Associazione Culturale Castiglionese Umberto Foschi in collaborazione con l’Associazione Culturale Casa delle Aie Cervia. Umberto Foschi merita però di essere ricordato per il ruolo che ha avuto nella cultura cervese e romagnola.

Umberto Foschi ha svolto un ruolo fondamentale per dare un’identità culturale alla sua terra. In oltre un cinquantennio di studi e di ricerche ha indagato, approfondito e studiato con grande passione molteplici settori della vita culturale cervese e romagnola. Umberto Foschi era nato a di Castiglione di Cervia e la sua vita copre un arco di tempo che va dall’11 dicembre 1916 al 15 dicembre del 2000.

Dell’antico borgo agricolo aveva conservato la memoria di un mondo di contadini e di braccianti, di nobili famiglie e di gente comune, di una Romagna che conservava ancora nei campi, nelle strade, negli “olmi sposati con le viti”, un assetto che risaliva al tempo della colonizzazione dei romani. Una Romagna che nel nome, per dirla con Aldo Spallicci, sapeva un po’ di Roma e di campagna. Una vastità di interessi che abbracciava l’evoluzione del paesaggio, le testimonianze architettoniche e dell’arte, il linguaggio con i vari dialetti romagnoli, i proverbi e i modi di dire, la poesia, le feste tradizionali, gli ambienti di lavoro del mondo agricolo, delle millenarie saline, della pesca, del nascente turismo; la devozione religiosa e la storia delle diocesi della Romagna; i personaggi della grande storia e gli anonimi protagonisti del quotidiano e delle microstorie. Non c’è archivio che non abbia esplorato. Per tanti studiosi le sue ricerche sono il punto di partenza per ulteriori approfondimenti. Molti lo hanno considerato a pieno titolo, pur partendo da una diversa matrice culturale, l’erede di Aldo Spallicci. E non è un caso che Umberto Foschi abbia partecipato alla realizzazione dell’Opera Omnia di Aldo Spallicci e curato varie opere dedicate al grande romagnolo. Di questa eredità culturale Umberto Foschi si sentiva pienamente partecipe. Del resto il suo impegno di condirettore della Piè, la rivista fondata da Aldo Spallicci, di reggitore dei “Trebbi”, si ponevano in questo alveo tradizionale. Umberto Foschi ha dato un contributo importante ad enti, istituzioni, realtà associative legate alla diffusione della cultura. Pensiamo alla presidenza della “Dante Alighieri”, al suo ruolo di Ispettore Onorario alle Antichità e Monumenti. L’Associazione Culturale Castiglionese, che oggi prende il suo nome, ha tratto dalla sua partecipazione e dal suo incoraggiamento stimoli ed impulso per la sua attività. Umberto Foschi è stato vicepresidente del primo Consiglio direttivo della Società Amici dell’Arte, costituita il 14 marzo 1955, allora presieduta da Carlo Saporetti e con segretario Aldo Ascione. Ne è stato poi presidente dal 6 febbraio 1959 al 26 aprile 1991. Successivamente ha ricoperto la carica di presidente onorario. Sono stati gli anni nei quali gli Amici dell’Arte hanno dato un contributo importante alla vita cittadina, realizzando iniziative ed attività, che hanno spaziato dalla salvaguardia dei beni storici ed artistici, a cominciare dalla settecentesca sede della Casa delle Aie, ad attività di divulgazione culturale, dando espressione a molteplici attività artistiche, di recupero e valorizzazione della storia, cultura e tradizioni cervesi e romagnole. Importante è stata la collaborazione con la Camera di Commercio I.A.A. di Ravenna, con i suoi articoli storici pubblicati sul “Bollettino” dell’ente, e con la Cassa di Risparmio di Ravenna (per le sue pubblicazioni annuali). Umberto Foschi ha avuto un ruolo fondamentale nel valorizzare la storia, la cultura e le tradizioni di Cervia. Dagli anni Cinquanta fino al Duemila, le opere di Foschi sono il punto di riferimento obbligato per tutti gli studi su Cervia. Ne sono una riprova i suoi i studi sulla storia delle saline, su Ficocle, su Cervia Vecchia, sulla costruzione di Cervia Nuova, sugli archivi, sulla bibliografia riferita alla città, sui “mangiari tradizionali”, sui canti, proverbi e modi di dire, sui beni monumentali, sugli edifici storici, sulla storia della Chiesa cervese e dellle località del Comune di Cervia a cominciare dalla sua Castiglione. Importanti sono stati gli studi sui periodi delle varie dominazioni, che si sono susseguite (dai da Polenta, ai Malatesta, alla Repubblica Veneziana, allo Stato della Chiesa). E ancora, le feste tradizionali (dallo Sposalizio del Mare, a San Paterniano, a San Lorenzo, la devozione alla Madonna del Fuoco), la storia della pineta, del turismo, delle attività del Borgo dei pescatori, dei grandi personaggi che hanno avuto un legame particolare con Cervia (da Grazia Deledda ad Ungaretti), e la poetica romagnola di Tolmino Baldassari. Importanti sono tre opere pubblicate sulla Cervia del Settecento (con la costruzione di Cervia Nuova), dell’Ottocento e del Novecento. Ha collaborato alla realizzazione dei primi “Quaderni cervesi” di storia locale realizzati dai Circoli culturali Grazia Deledda, Andrea Costa e Società Amici dell’Arte Aldo Ascione, con la collaborazione di Calimero Borghi, Gino Pilandri e Renato Lombardi. Umberto Foschi ha partecipato attivamente a cavallo degli anni Ottanta e Novanta ai “Mercoledì cervesi”, un appuntamento culturale per gli appassionati di storia locale. Dalle sue idee, come da quelle di Gino Pilandri, è emersa la proposta di aprire un Museo del sale a Cervia. Molto apprezzati erano i suoi articoli storici per il Resto del Carlino.

Umberto Foschi aveva una grande capacità di narrare, di raccontare, di saper coinvolgere la curiosità del suo uditorio e di renderlo compartecipe della sua passione culturale. Il Circolo culturale Grazia Deledda ha realizzato con lui molte iniziative. Ad Umberto Foschi era stata affidato da Mons. Leo Maldini l’incarico di Direttore della Biblioteca Grazia Deledda, che fu istituita nel 1964 ed aveva sede nel Vescovado di Cervia. Umberto Foschi ha collaborato attivamente alla realizzazione di iniziative quali “La Spiaggia ama il libro” promossa dall’ASCOM anche con la pubblicazione di una storia del turismo cervese.

Il suo ultimo saggio dedicato a:“Paesaggio, tradizioni, usi, folklore”, è stata stampato postumo, nel luglio 2001, all’interno del III volume (tomo 2°) della Storia di Cervia. Sua è l’intuizione di realizzare un “Orto Botanico dei Frutti Dimenticati”, che ha avuto attuazione nel 2013 in prossimità della Casa delle Aie, a cura dell’Associazione Culturale Casa delle Aie. Per raccogliere i suoi scritti, saggi ed articoli su Cervia ho curato nel 2007, la realizzazione del libro:di oltre 600 pagine, intitolato: Umberto Foschi. Pagine di Storia, cultura e tradizioni, edito dall’allora Associazione Culturale “Amici dell’Arte Aldo Ascione”.

La casa, la biblioteca e l’archivio di Umberto Foschi, sono stati donati per volontà della moglie di Umberto, Ada Foschi, alla Fondazione Casa Oriani e nel 2008 a Casa Foschi, in particolare per volontà dell’Amministrazione Provinciale di Ravenna, è stato istituito il Centro per il Dialetto Romagnolo.

Io avevo telefonato ad Umberto Foschi alcuni mesi prima della sua scomparsa per chiedergli la sua disponibilità a collaborare alla realizzazione di una pubblicazione sulla storia di Cervia. Come sempre aveva dato il suo consenso a parteciparvi attivamente. Umberto Foschi vive oggi nella memoria del patrimonio di studi e di ricerche che ci ha lasciato e nel ricordo della sua esperienza umana.

Renato Lombardi per l’Associazione culturale Casa delle Aie di Cervia

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Viviana

    Visto come avete reso il suo Castiglione: cosi triste e degradato e se fosse vivo vi avrebbe risposto: a lave’ la testa me sumar u sarmet e temp e savon!

    Una sua allieva.

  2. Scritto da aldo

    Che sia una guida a coloro che utilizzano la cultura Romagnola per ingannare i poveri ingenui e vecchi cittadini, un detto ideale per definire coloro che fanno si misurano con il Prof. “D’int un sumàr in’à mai cavè un cavàl”.

  3. Scritto da Lia

    Hai ragione Viviana su come hanno ridotto Castiglione! Se l’ignurenza la avesse agli eli ma te it d’area da magne’ sla sfrombla!

  4. Scritto da giovanni

    Si sentano alla sua altezza!!
    S’ un sbaglies neca i sapiènt, un ‘i sarèb piò post par ij ignurènt.

    Giò.