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Ravenna, Cosimo, uno degli 8.253 vaccinati di ieri, ci racconta la sua esperienza e le sue emozioni

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Aver intrapreso oggi (ieri per chi legge, ndr) il percorso vaccinale contro il Covid-19 è stata per me un’esperienza dal valore emozionale decisamente particolare. Il motivo è molto semplice. Tutti noi siamo stati abituati a ricevere una serie di vaccini in via prettamente preventiva e soprattutto in età neonatale e infantile, per difenderci da tutta una serie di patologie potenzialmente gravi, ma che hanno attualmente una tale e ridotta incidenza tra la popolazione, al punto che non ne percepiamo quasi mai il reale pericolo. Invece la pandemia da SarsCov2 è un evento epocale che si è imposto sulla nostra quotidianità, in maniera talmente totalizzante, imprevista e devastante soprattutto rispetto al nostro stile di vita personale e relazionale, da far crescere dentro ognuno di noi una voglia di riscatto, di rivincita e di “liberazione” sulla malattia stessa, che possiamo considerare per certi versi rivoluzionarie.

Come operatore sanitario posso dire che l’avvento del Covid ha letteralmente stravolto l’esercizio della professione. Siamo stati costretti a reinventare, ripensare, riconsiderare da zero o quasi, la nostra quotidianità lavorativa. Ecco il motivo per cui tante sono le aspettative positive riposte nei confronti del vaccino anti Covid.
Vorrei poter usare il termine “privilegio” quando penso all’opportunità di essere stato fra i primi cittadini in Italia a poter usufruire della protezione che il vaccino garantirà. Ma è un privilegio condizionato, poiché lavorando in Ospedale, nel 2020 ho visto e vissuto talmente tante cose legate alla pandemia che non vedo l’ora che tutte le fatiche e le sofferenze legate al virus possano finire. Per tutti. Prevale in me la preoccupazione che da parte del Governo Italiano e della Regione Emilia-Romagna ci sia una risposta adeguata e io penso che, nonostante le difficoltà e le criticità incontrate, questa risposta ci sia stata. Spesso ci si lamenta delle cose che da noi stentano a funzionare, ma vi posso garantire che in questo frangente l’enorme sforzo organizzativo che la sanità sta mettendo in piedi sta dando dei buoni frutti.

Dal punto di vista degli aspetti pratici, la macchina organizzativa per l’inizio della campagna di vaccinazioni a Ravenna ha funzionato benissimo. Con pochi clic su un link dedicato ogni operatore è riuscito a prenotare il giorno e l’ora della propria vaccinazione, sia per ciò che riguarda la prima sia per la seconda somministrazione, che avverrà a distanza di 21/23 giorni dalla prima. All’interno del Pala De André dove è stato allestito l’enorme hub, si viene accolti, registrati ordinatamente e altrettanto ordinatamente ogni vaccinando seguendo percorsi estremamente ben organizzati, viene accolto da personale medico per la raccolta delle informazioni anamnestiche del caso e successivamente da operatori infermieristici che si occupano della somministrazione del vaccino. La procedura sopra descritta in maniera un po’ sintetica e compressa, ha richiesto un’attesa di circa un’ora e in quei momenti – provato anche un po’ a causa della stanchezza di un turno lavorativo non proprio catalogabile come “leggero” – non vedevo l’ora di uscire insieme al mio vaccino senza tanti complimenti. Invece…

Invece, al termine dell’iniezione è sopraggiunta l’emozione. La consapevolezza di aver vissuto l’inizio di un cambio di marcia decisivo nei confronti di tutta questa brutta vicenda, che ci sta attanagliando oramai da un anno. In fondo è un momento storico ed importante quello che stiamo vivendo. Dopo meno di un anno abbiamo un vaccino. Qualcuno ha parlato di miracolo. Ma un anno fa chi ci avrebbe sperato?
Dentro di me provo tanta gratitudine nei confronti della Ricerca Scientifica e della Scienza Medica per aver raggiunto in pochi mesi l’obiettivo di arrivare a formulare non uno ma più vaccini per poter affrontare la Pandemia a livello planetario. Grazie e ancora grazie. Io credo nella scienza. Bisogna crederci. E lo dico anche agli scettici: se non ci affidiamo alla Scienza Medica come crediamo di difenderci dal virus e vincere la pandemia? Certo non con le chiacchiere da social e i dubbi messi in giro ad arte. Perciò, un consiglio a tutti: vaccinatevi!

Cosimo – Ravenna

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