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Giornata della Memoria: valorizziamo il Ghetto di Lugo

Ventisei sono i cittadini lughesi di religione ebraica deportati nei lager nazisti e mai più tornati come testimonia la lapide all’entrata della Rocca posta negli anni ‘60.

La storica presenza della fiorente comunità ebraica ben integrata  nella nostra città è documentata ormai solo dalla presenza di una famiglia superstite, i Marach, dal cimitero ebraico e dal significativo toponimo “Ghetto” che identifica il rione dell’attuale corso Matteotti (da cui carnevale del ghetto, chiesa del ghetto, etc).

A Lugo abbiamo scontato, a partire dal dopoguerra, un ritardo nel valorizzare ciò che restava, una volta distrutta la sinagoga da un bombardamento, in seguito alla scarsa attenzione alla memoria storica  da parte di precedenti amministrazioni.

Una inversione di tendenza avviene alla fine degli anni ‘90 con la pubblicazione di alcune tesi di laurea sulla storia della comunità ebraica cui si aggiunge oggi, a recuperare il tempo perduto l’ottimo  video realizzato  dall’ Assessorato alla cultura e dalla Biblioteca comunale (responsabile del progetto Ivana Pagani) sulla storia della comunità dal 1400 al 1900 con documentati interventi di Antonio Pirazzini, Silvia Patuelli, Elena Lolli e una toccante testimonianza di Ines Miriam Marach (reperibile su youtube).

Di fronte a questo risveglio di interesse, il ghetto dovrebbe essere valorizzato e segnalato adeguatamente potendo diventare un importante riferimento del turismo culturale e storico.

Una apposita guida del Touring club, dal titolo  Luoghi ebraici in Emilia Romagna, promossa dalla Regione qualche anno fa, riserva alla comunità di Lugo ben quattro pagine .

Pertanto a Lugo, l’unica città romagnola sede di un ghetto, oltre ad un’ adeguata segnaletica oggi inesistente, dovrebbero essere poste le pietre d’inciampo a memoria dei propri cittadini deportati nei lager (anche se da altre città) possibilmente presso le loro abitazioni di origine, se ancora identificabili, o di fronte all’ ex sinagoga .

A Ravenna , Faenza ed in altre città dell’Emilia è già stato fatto; anche Lugo deve fare i conti con la propria Storia.

Nella giornata della Memoria, di fronte al rinascere di manifestazioni di antisemitismo strisciante, come è avvenuto nel caso di Liliana Segre, a cui Il Consiglio comunale conferirà giovedì prossimo la cittadinanza onoraria, sarebbe importante rimarcare nuovamente la mostruosità della Shoah, valorizzando le tracce della nostra memoria come il ghetto, poiché, purtroppo, ce n’è ancora bisogno.

Le pietre d’inciampo aiutano a non rimuoverla.

Angelo Ravaglia