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L’associazione Roca chiede che al più presto si possano sbloccare le attività dell’offshore ravennate

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ROCA, l’Associazione che raggruppa gli operatori dell’offshore ravennate, concorda con quanto scritto dal Vice sindaco di Ravenna Eugenio Fusignani nella lettera aperta pubblicata il 2 febbraio scorso.

Soprattutto in questo momento di rinnovo del Governo, tutte le Associazioni, Sindacati ed Istituzioni locali debbono unire tutte le forze per rimarcare lo stato di crisi che perdura nel settore dell’offshore, industria trainante dell’economia Ravennate.

Circa un anno fa il Comune di Ravenna chiese al MISE di istituire un “tavolo di crisi”, la nostra Associazione, come tutte altre nazionali e come Sindacati e CCIAA, ha inviato lettere denunciando la grave crisi. Purtroppo come lanciare sassi contro un muro di gomma. Le nostre richieste non hanno mai ottenuto un riscontro.

ROCA non ha chiesto sussidi o contributi. ROCA chiede solamente che si possano sbloccare in tempi brevi le attività del settore per creare lavoro. Non è con i sussidi o caritatevoli sostegni che si potrà fare ripartire l’economia Italiana così sinistrata anche dalla pandemia del coronavirus. Giusto che ci siano sussidi a chi ha perso forzatamente il lavoro (ammesso che vengano pagati) me è necessario un piano reale per fare ripartire il lavoro.

È necessaria la volontà del Governo di sbloccare quei progetti che potrebbero partire a breve con finanziamenti privati. Sottolineo con finanziamenti privati potrebbero partire investimenti per fare riprendere la produzione di metano nell’offshore ravennate. Investimenti che porterebbero risollevare le aziende del settore e creare migliaia di posti di lavoro. Non richiedono un esborso dallo stato. Anzi porterebbe entrate erariali e risparmio nelle importazioni.

Purtroppo gli ultimi governi hanno bloccato le attività. Ma non per creare la realizzazione di nuovi impianti green, ma per importare il metano dall’estero.

Ci sarebbe la possibilità anche di realizzare impianti eolici offshore, impianti di solare galleggiante, impianti di idrogeno offshore ed altri progetti ambiziosi che potrebbero creare lavoro per le aziende del settore. Purtroppo le Aziende Ravennati devono trovare lavoro solo all’estero, dove fortunatamente le attività continuano, anche se ridotte dalla pandemia covid19.

Quindi ribadiamo la necessità di sensibilizzare il Governo che verrà con le nostre necessità e lo sblocco in tempi brevi del PITESAI, attuale principale causa che dal 2018 blocca le nuove concessioni ed attività.

Il Comune di Ravenna è sempre stato sensibile a garantire la continuità del settore offshore ravennate. Mi auguro che possa continuare nel futuro anche dopo un eventuale e ventilato matrimonio locale con il G5S, movimento che non è mai stato favorevole alle attività offshore e non solo.

Franco Nanni

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