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Della Darsena di città, dell’area CMC e delle battaglie di Saturno Carnoli

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Le ultime notizie sulla destinazione dell’area dell’ex sede operativa della CMC di Ravenna hanno riaperto l’annosa questione della Darsena e della sua destinazione. È stato e lo è tuttora un tema ricorrente nel dibattito della città, tenuto in vita da gruppi di cittadini protagonisti della politica locale e che ha visto la testimonianza di personalità forti dell’opinione pubblica ravennate come Saturno Carnoli, mai dimenticata voce critica e al contempo propositiva della città.

La Darsena di città è un luogo dal forte valore simbolico e storico, per decenni lasciato in uno stato di abbandono e degrado, che oggi deve essere ripensato come un’importante opportunità di sviluppo del centro città verso il mare. Uno sviluppo che non può essere disgiunto da quello culturale e urbanistico, da interpretare secondo i criteri della tutela propri dell’archeologia industriale, del recupero del verde urbano, della valorizzazione turistica, del piccolo commercio e dell’attività artigianale. La stessa Sovrintendenza ai Beni Culturali avrebbe titolo ad esercitare il proprio compito di tutela e controllo sugli edifici storici di tutta l’area, come il corpo centrale dell’ex CMC, elegante esempio di architettura razionalista, senza dimenticare gli altri volumi architettonici che ormai appartengono al paesaggio storico della Darsena, come l’antico magazzino della Montecatini. Una corretta riqualificazione dell’area potrebbe anche diventare l’occasione per riconnettere il quartiere Gulli alla Darsena e risanare una frattura innaturale tra queste due aeree urbane, vissute come entità separate nonostante la loro contiguità. Anche l’Amministrazione Comunale ha recentemente dimostrato un rinnovato interesse con un nuovo bando di progetti per attività e laboratori da promuovere nel quartiere a testimonianza dell’attualità del problema e della necessità di una sua concreta risoluzione.

Saturno Carnoli, che per la tutela del territorio e del patrimonio culturale della sua città ha speso la propria vita, fu anche un geniale illustratore nel campo della grafica politica degli anni Sessanta e Settanta. Tra queste sue opere ne campeggia una proprio sulla CMC del tempo, una serigrafia del 1969 resa con bicromia rosso – arancione, che immortala il volto di un muratore. Chi scruta l’orizzonte con dignità ed equilibrio, è un personaggio ben conosciuto in città in quegli anni, Giuliano Mazzesi detto Mudânda, personalità trasversale, esperto di lirica, che con passione e dignità sapeva affrontare la durezza della vita entusiasmandosi sempre di fronte alla bellezza e alla nobiltà d’animo.

Il manifesto può oggi essere interprete e logo dell’iniziativa che intende tutelare l’ex area CMC, riadattato al contesto attuale, ma ben collegato al passato.

Saturno Carnoli, del quale ricorre a fine mese l’anniversario della scomparsa, sarebbe felice di rivedere a distanza di cinquant’anni il proprio segno grafico, già espresso nella forma del ritratto all’amico Mudânda, il muratore che ha dato lavoro e intelligenza a difesa della cooperazione, ripreso nel presente per una causa che è stata uno dei suoi cavalli di battaglia più significativi: la città come spazio di vita, come tessuto urbano in continua rigenerazione, sempre al vaglio della conoscenza del territorio e della memoria storica.

Associazione Dis-ORDINE – Ravenna

Manifesto Carnoli

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Commenti

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  1. Scritto da A.Attoui

    Succede questo quando non si analizza la città nel suo insieme e non si tiene in considerazione che La Darsena di Ravenna è un’opera speciale e straordinaria del punto di vista ingegneristico che porta l’acqua del mare e allunga il porto a Ravenna! Qualsiasi intervento deve andare in questa naturale direzione. Diversamente l’intervento sarà costoso, porterà degrado e contrasto di convivenza nell’area e nelle zone limitrofe. L’acqua stagnante non porta buon odore!!

    State sereni e aspettate le prossime elezioni, Grazie!

    Il ProRavenna

  2. Scritto da sabrina

    Signori, per avere pace bisognerebbe trovare il modo ad eliminare la torta che sta dietro, cioè: i centri commerciali, i soliti palazzi e centri residenziali!
    Inutile aspettare che portino centri produttivi per i nostri figli , centri di servizio per noi e i nostri anziani o parchi verdi per tutti!! Nulla di tutto ciò sfiora la loro testa!

  3. Scritto da jack

    Le nozze con i fichi secchi non le faceva neppure il povero Mudànda.

  4. Scritto da matteo

    Non si fermeranno mai! ormai non hanno più valori politici e hanno lasciato marcire le cooperative di produzione CMC, Iter….etc. Si sono specializzati nella grande distribuzione: grandi centri commerciali, gran soldi facile, finanza e via …. l’imperialismo il più sfrenato gestito da ex. comunisti … che mondo bastardo!
    era meglio morire da piccoli che vedere questa metamorfosi !!

  5. Scritto da libero

    Legnate nel cemento armate lungo il canale per nascondere le vere intenzioni! Centri commerciali e palazzi a gogo!! Al degrado hanno aggiunto lo squallore !
    Che vergogna questo succede ancora nel 2021!!