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Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

A casa con tampone negativo, a causa dei ritardi dell’Ausl nella comunicazione di fine quarantena da Covid

Buonasera,
vorrei segnalare alla vostra attenzione i disagi che si stanno creando a Ravenna in merito a ritardi nelle comunicazioni di fine quarantena da Covid.

Riassumo brevemente gli eventi:
giovedì primo aprile mio figlio accusa febbre alta e malessere generalizzato, per cui il medico di base prescrive un tampone, che viene eseguito il giorno successivo presso il Pala De Andrè di Ravenna.
Il giorno successivo viene comunicato l’esito: positività al Covid e conseguente inizio dell’isolamento. L’appuntamento per il secondo tampone viene dato per il 11/04/21, e il risultato è ancora positivo.
L’appuntamento per il terzo tampone è per 18/04/21; stavolta finalmente il risultato, che viene comunicato nella stessa serata, è negativo!
Faccio presente che mio figlio è oramai senza sintomi dal 6 aprile. Finalmente!

Si può uscire? No: manca la mail dell’ Ausl che conferma la fine della quarantena: questa mail purtroppo non è ancora arrivata, nonostante siano passati due giorni dalla pubblicazione nel Fascicolo Sanitario Elettronico dell’esito del tampone.

E’ difficilissimo anche contattare l’Igiene pubblica, che risponde non da un centralino, ma da un numero di cellulare, per cui le chiamate non vengono messe in attesa; il risultato è che occorre ripetere la chiamata all’infinito a questo numero (più di 100 volte) che risulta sempre occupato.

Alla fine siamo riusciti a parlare con le addette, gentilissime ma impotenti, in quanto queste comunicazioni non dipendono dall’Igiene Pubblica.

A parte il disagio di non potere ancora uscire di casa, il medico di base è costretto a prolungare il certificato medico per l’assenza dal lavoro di altri due giorni , anzi tre come minimo, e questi giorni verranno pagati come malattia dall’Inps. Soldi dei contribuenti buttati, per prolungamento di malattie dovuto a ritardi della Ausl.

E fortuna che adesso, dopo un anno abbondante di pandemia, l’organizzazione sarà anche migliorata, non oso pensare alle odissee che saranno capitate l’anno scorso!
Io sono risultata positiva oggi, dopo il tampone fatto ieri mattina, a questo punto chissà quando potrò uscire di casa? Anche io andrei volentieri a lavorare, anzichè farmi altri giorni di malattia così, per niente

Faccio presente che so per certo che quello di mio figlio non è l’unico caso, ma solo uno dei tanti.

Mirca G.

Commenti

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  1. Scritto da Giancarlo

    Si danno tanto da fare tutti gli operatori sanitari in questi periodi e succede, anche di inciampare su qualche “buccia di banana”. Lo stress e’ ai livelli “stellari” le ore sono da “stakanovisti” e si comprende quanto e’ difficile lavorare cosi’. C’e’ da migliorare alacremente nella Sanita’. Quando tutto sara’ finito, i signori governanti dovranno stanziare milioni di euro per non trovarsi in futuro impreparati, non togliere i soldi come fecero in passato, danneggiando i fruitori e ammalati.

  2. Scritto da Lucio

    Questo periodo dilatato di pandemia sta facendo venire al pettine molti nodi. Occasione per potervi intervenire quanto prima, soprattutto nell’ambito della Sanità Pubblica.