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Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

Ravenna e lo stoccaggio di CO2, alziamo il tiro e condizioniamo l’operazione

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È in essere da mesi la proposta di stoccaggio di CO2, nei fondali marini di fronte a Ravenna. Prima di esprimere un giudizio, celebro due affermazioni che mi appartengono: 1) per attrarre finanziamenti europei e investimenti, non serve avere ragioni da vendere, ma un politico di rango nazionale (il nostro ultimo è stato Zaccagnini); 2) nella società capitalista, ai grandi investimenti ne seguono altri; ai piccoli ne seguono altri… della miseria.

Per uscire dalla mentalità ravennate dell’ultimo secolo e mezzo, dopo il 1863 per intenderci, la “rinuncia” alla Ravenna-Firenze ferroviaria, attraverso la valle del Senio e le due stazioni, una a Porto Corsini e una alla via Maggiore, all’aquila che si crede un pollo, serve un poco di pragmatismo. È ovvio che il deposito, è in parte una scusa, per raschiare il fondo del barile del giacimento, ma lo è altrettanto, che senza un grande investimento su Ravenna, come la chimica di stato degli anni 50’, 60’, noi ne non avremo mai di altri, per le energie alternative e la rigenerazione del polo chimico. È pura illusione. D’altra parte, la transizione energetica non sarà né breve, né univoca. Per non essere una semplice discarica, alziamo il tiro e condizioniamo l’operazione, a quanto ci serve, perché cessi il divario del 50% di disoccupazione giovanile, con le province dell’Emilia e perché il bilancio ecologico, economico, si chiuda col segno più.

Serve un porto internazionale NAPA off shore, a 8 miglia marine dalla costa ravennate, gestito con Venezia, Trieste, Koper, Rijeka; il vero terminale della via della seta marittima, che la faccia finita per sempre, coi dragaggi del Candiano e le vecchie barchette della Lego. Serve un’autostrada ferro gomma, da Rimini a Venezia, che renda Ravenna passante e non di testa, rispetto al corridoio adriatico; che faccia cessare il massacro di vittime, della SS 309 Romea, la strada della morte. Ai miei amici, che fanno il signor no a prescindere, a Ravenna e poi, furbacchioni, mandano i figli a lavorare all’estero, dal signor sì, dico: è meno inquinante, turarsi il naso per questa proposta, che farlo per certa politica, al cappio degli Asinelli… o no?

Daniele Vistoli – Architetto – Ravenna

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Commenti

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  1. Scritto da T.

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  2. Scritto da Ermes

    Concordo!!

  3. Scritto da b.delgas

    Non è che si capisca tanto..