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Ravenna Coraggiosa sui 130 milioni del PNRR al Porto di Ravenna: “È un’ottima notizia”

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L’annuncio dei 130 milioni di risorse aggiuntive per il porto di Ravenna da parte del PNRR è un’ottima notizia.

Sui nuovi investimenti per il porto, auspichiamo che quando si progetterà il collegamento ferroviario del nuovo terminal container lo si faccia a misura di futuro, con più binari di adduzione al terminal stesso e a tutta la nuova area separando realmente l’infrastruttura ferroviaria da quella stradale. Proponiamo un tavolo coordinato da ADSP con tutti i terminalisti privati per progettare l’adeguamento alla crescita già in atto delle merci su ferro. Allo stesso modo ripetiamo come a nostro avviso serva attivare un bando per progettare il collegamento TPL con il futuro terminal crociere.

Come Ravenna Coraggiosa, lavoriamo con convinzione per una coalizione espressione articolata del campo progressista per essere alternativi alla destra sovranista, conservatrice quando non regressiva. Nessuno può bastare a sé stesso, a maggior ragione in questo momento. Serve essere costruttivi e consapevoli, condividere una visione per la comunità e cultura di governo.

Uno dei punti più delicati nella coalizione di centrosinistra di cui facciamo parte resta la visione sulla transizione ecologica, su cui vi sono legittimamente orientamenti in parte diversi. Il voto positivo di tutti i gruppi consigliari sul nuovo PAESC indica una positiva direzione a che si faccia sul serio a de-carbonizzare subito tutto ciò che è de-carbonizzabile.

Noi riteniamo che i punti irrinunciabili siano almeno due.

Primo, bisogna ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 puntando su energie rinnovabili che nel “patto regionale per il lavoro e per il clima” dovrebbero coprire il 100% del fabbisogno entro il 2035. Vogliamo capire ad esempio in che modo – e con quali impegni anche locali – si intende ridurre i consumi di gas e di petrolio di cui giustamente parla il sindaco.

Secondo, sulle estrazioni di gas naturale è indispensabile che si chiuda la piattaforma Angela Angelina, incompatibile con la salvaguardia del litorale e delle zone naturalistiche di foce Bevano.

Sui complessi industriali, chimici ed energetici, al di là del singolo impianto (che andrà valutato in termini di impatto ambientale), va aperto un confronto serrato con ENI, ENEL e altri gruppi del distretto per capire come intendono affrontare il tema della transizione verso una economia verde e circolare. Ci pare una impostazione in linea anche con le valutazioni dell’UE e del ministro Cingolani, che nella sostanza ha affermato “se saremo stati bravi a mettere giù le rinnovabili, non ci servirà il Ccs” perché il vettore idrogeno sarà prodotto da rinnovabili.

Dobbiamo superare la produzione di energia da fonti fossili per attenuare i cambiamenti climatici. Se ad esempio il Piano nazionale mirasse ai 30 mila MW di parchi eolici, si tratterebbe di migliaia di tonnellate di acciaio galleggiante.

Ravenna ha il porto, ha l’acciaio, ha un settore off-shore unico in Italia e ha il saper fare. Per questo deve chiedere al Governo scelte di politica energetica nazionale chiare e coraggiose: e deve farsi trovare pronta, costruendo alleanze con tutti i soggetti che operano sul territorio, a cominciare dalle forze economiche e sindacali.

Ravenna Coraggiosa

 

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