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Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

Nel XXI secolo ancora parole sessiste alle donne lavoratrici

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21 esimo secolo.  Le donne dovrebbero avere pari diritti degli uomini. Dovremmo essere trattate con più rispetto. Dovremmo andare a lavorare senza paura che qualcuno ci possa dire: “Quella ha ricevuto quel posto solo per il seno abbondante, o perché si veste attillata”.

Non è sempre così ovviamente, ma molte volte le donne devono sudardselo di più degli uomini il posto di lavoro. E quando lo ottengono temono spesso che vengano loro dette cose non tanto adatte all’ambiente lavorativo.

Per esempio, ieri un cliente mi ha chiesto una foto del “lato b” (perché lui lo riteneva bellissimo). Io, zitta, ho continuato a fare il mio lavoro.
Non capita solo a me, ma a molte donne. Come quando una volta, sia a me che ad una mia collega, alcuni clienti hanno chiesto di avere altre cameriere perché avevamo un seno che si vedeva molto dalla maglietta e lo consideravano una distrazione. Per non parlare delle battute: “quanti calli secondo te abbiamo nelle mani”.

Sono parole alle quali non dovremmo dare peso. Mai. Ma sono parole che rimangono impresse. Perché dobbiamo essere sempre in allerta? Perché dobbiamo aver il timore che le nostre parole, i nostri gesti, il nostro abbigliamento, possano essere un messaggio  che possa provocare strani pensieri agli uomini)?

Ho 22 anni e sono una ragazza, una donna, che vuole che non debba essere un peso essere donna.

Melissa

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