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Triste storia di sanità pubblica a Ravenna, ecco perché non fermeremo il virus

Veniamo subito ai fatti senza tanti fronzoli. Giovedì 25 novembre mio padre, 78 anni, non si sente bene ed effettua un tampone rapido in farmacia, che da esito positivo. La mattina stessa ed il giorno precedente io e mio figlio abbiamo avuto contatti con lui, quindi in accordo con il presidente dell’azienda per cui lavoro, mi allontano per precauzione ed insieme a mia moglie avvisiamo la scuola elementare frequentata da mio figlio, per poi andare subito a prelevarlo. Ci preoccupiamo inoltre di portarlo a fare un tampone molecolare a pagamento presso il centro SABA di Ravenna (70 euro), per verificare il suo stato di salute senza attendere i tempi tecnici di quel dinosauro chiamato “igiene pubblica”.

La sera stessa riceviamo l’esito, fortunatamente negativo, mentre mio padre viene invitato a fare un tampone molecolare il giorno seguente, venerdì, esame che purtroppo sabato mattina da esito positivo. La stessa mattina io acquisto un tampone antigienico in farmacia, che da esito negativo. Mio padre provvede a rispondere al questionario ricevuto via e-mail, fornendo i nominativi dei contatti avuti tra i quali anche mia sorella e mio nipote oltre me e mio figlio. Con coscienza ci mettiamo tutti in “auto-quarantena”, in attesa di essere contattati dall’igiene pubblica, al fine di evitare di contagiare altre persone in caso di nostra sopraggiunta positività. Si fa lunedì mattina, i nostri figli sono a casa senza dad, perché viene attivata dalla scuola solo in presenza di provvedimento di quarantena, ma ancora nessuno dell’igiene pubblica ha contattato mio padre ne tantomeno me e mia sorella. Decido quindi di essere io a chiamare loro, ottenendo risposta dopo lunghe attese. L’operatrice apre il file di mio padre e mi comunica che il contatto da noi avuto per loro è occasionale, senza peraltro chiedermi le circostanze ed interrompendomi ogni qualvolta io cercassi di spiegarle, quindi per noi non è previsto alcun provvedimento di quarantena ma solo un tampone, proponendomi un appuntamento per eseguirlo a Ravenna dopo tre giorni. In seguito alle mie ovvie rimostranze per una così lunga attesa, per altro senza quarantena, l’operatrice mi trova un posto a Faenza per il giorno stesso, lunedì 29. I tamponi danno esito negativo, quindi questa mattina (martedì 30) avviso il mio datore di lavoro ed accompagno mio figlio a scuola per le ore 10.30, dato che l’entrata era posticipata per assemblea sindacale.

Ora viene il bello. Siamo davanti alla scuola, quando alle 10.15 vengo contattato dall’igiene pubblica. L’operatrice mi comunica di aver ricevuto in carico solo oggi il caso di mio padre e mi invia i provvedimenti di quarantena per me e mio figlio per poi contattare mia sorella ed inviarli anche a lei e suo figlio, in quanto dopo aver contattato mio padre sempre questa mattina, hanno stabilito che i nostri contatti non sono occasionali ma a rischio. Le faccio presente di aver chiamato lunedì e quanto mi era stato detto dalla sua collega, ma lei non sa che dire in merito. Quindi ricapitoliamo. Mio padre è positivo dal 25 ed ha comunicato i nostri nominativi. Nessuno si è fatto sentire fino a questa mattina, quindi se non ci fossimo preoccupati noi di chiuderci in casa (e addirittura di chiamare noi l’igiene pubblica), avremmo girato liberamente ed ora sia i miei colleghi di lavoro che i compagni di classe di mio figlio, oltre che tutte le altre persone frequentate in questi giorni, si troverebbero in serie difficoltà in attesa dell’esito dei nostri tamponi di fine quarantena, previsti il 2 dicembre per me ed il 5 per mio figlio. Tra l’altro mio figlio è ancora a casa senza la dad., in attesa che la scuola si organizzi. A me pare una follia.

Il primo pensiero è “la prossima volta faccio finta di nulla e conduco vita normale fino a che non mi contattano”, ma non siamo quel tipo di persone, quindi rifaremmo tutto come stavolta, rimettendoci denaro, lavoro ed istruzione. Purtroppo in Italia i furbi e i menefreghisti hanno sempre la meglio. Ed intanto il virus si diffonde. Il provvedimento di quarantena porta la firma del Direttore UO Igiene e Sanità Pubblica di Ravenna Dr.ssa Raffaella Angelini, inoltre sullo stesso è indicato il Sindaco di Ravenna quale autorità sanitaria competente. Sarebbe il caso che queste due figure si facessero qualche domanda, e magari prendessero provvedimenti per evitare tali situazioni. I vaccini da soli non bastano, se l’organizzazione è questa.

Roberto Gambi

Commenti

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  1. Scritto da mmg

    Caro signor Gambi, lei potrà anche aver ragione, e da persona intelligente, sapendo che suo padre è risultato positivo, ha pensato di isolarsi, ma mi lasci dire, tutta questa polemica verso la sanità pubblica, la trovo un po’esagerata… ci troviamo in una situazione ‘straordinaria’ purtroppo, ma siamo sempre pronti a puntare il dito e sparare sentenze. Cerchiamo di fare anche noi la nostra parte, vacciniamoci, atteniamoci alle regole e cerchiamo, in qualche modo, di aiutarci invece che inveire ed essere sempre pronti a giudicare.

  2. Scritto da Roberto Gambi

    Caro signor “mmg” non ho inveito contro nessuno, ho affetti che lavorano in ambito sanitario e conosco le difficoltà. Ho denunciato una situazione di disorganizzazione che puo portare grossi danni a tutti. Comunque sono vaccinato come tutti in casa, ma ribadisco che il vaccino da solo non basta se le istituzioni non funzionano. Non so se lei è coinvolto, se l’ho toccata nel vivo o se vuol solo fare polemica sterile, ma il suo commento è errato ed insensato.

  3. Scritto da Andrea

    Effettivamente come dice “MMG” ci troviamo in una “situazione straordinaria”…ma non da ieri, purtroppo ci siamo dentro da tanto,troppo tempo! Sarebbe ora di evitare rischi inutili come quello del sig.Gambi che ha coscientemente deciso di mettersi in auto quarantena. Ma quanti altri al suo posto avrebbero potuto continuare a girare e(se positivi)contagiare altra gente? Ed il tutto tranquillamente consentito dsll’igiene pubblica.Io non la vedo come una “polemica esagerata”,ma di una “falla” nel sistema di gestione che va riparata al più presto.

  4. Scritto da Piemme

    Caro Mmg il Sig. Gambi ha ragione, la stessa cosa mi è capitata un anno fa(e in casa avevo un fragile), e lei scrive così perché non ha mai avuto disguidi con Asl Romagna.

  5. Scritto da Giovanni lo scettico

    Secondo me il signor Gambi ha assolutamente ragione.

  6. Scritto da Marco

    Caro MMg, il Signor Gambi ha pienamente ragione. Il problema non è l’Ausl in se, ma i panegirici burocratici che siamo sempre più costretti ad affrontare. Quando ci sono le emergenze le cose devono essere più snelle, e le quarantene rapide. È lì che si risparmiano i contagi.

  7. Scritto da Ruffili

    In tutto questo non ho sentito menzionare il medico di base… il quale, con un modulo prestampato Ausl, può mandare i propri assistiti al drive tutti i giorni dalle 14 alle 18 per eseguire il molecolare .
    Gli strumenti ci sono .

  8. Scritto da Roberto Gambi

    Caro signor “mmg”, polemica? Scusi ma non si tratta di polemica ma delle nostre vite. L’emergenza è in atto da quasi due anni, una risposta più celere da parte delle istituzioni è necessaria ed imprescindibile, nonostante le difficoltà che le istituzioni devono indubbiamente affrontare. In casa ci siamo tutti vaccinati il prima possibile, sono convinto che la copertura vaccinale sia fondamentale, ma da sola non basta, considerando anche la presenza del 20% di non vaccinati.

  9. Scritto da Roberto Gambi

    Sig. Ruffili il medico di base è stato contattato immediatamente, ma non avendo una sfera di cristallo nessuno di noi immaginava che l’igiene pubblica tardasse in questo modo a contattarci. Per questo il medico di base non mi ha mandato a fare il tampone. Poi c’è stato il weekend e non so il suo, ma il mio medico è a casa, non c’è h24. Ora spero sia soddisfatto, e se dovesse trovarsi in una situazione analoga usi pure i suoi “strumenti”.

  10. Scritto da Rob

    Ha perfettamente ragione. Non si tratta purtroppo di una situazione eccezionale…poteva esserlo lo scorso anno, quando, di fronte a un contatto stretto positivo in famiglia sia io che i miei figli abbiamo ricevuto la notifica di quarantena dopo 10 giorni, quando ormai dovevamo fare il tampone liberatorio. Il problema, oltre che di carattere preventivo, è anche la gestione del lavoro e della scuola…in un limbo del genere le persone devono prendere ferie e non c’è dad. E’ passato un anno e mezzo e doveva esserci una maggiore organizzazione, a mio avviso. Tra l’altro i medici di base, al di là dei tamponi, non possono far altro, perchè quarantene e isolamenti sono in carico all’igiene pubblica.