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Mia nonna contagiata in una struttura, ora è in fin di vita: chi doveva tutelarla non l’ha fatto

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Salve, volevo segnalare una situazione che sto vivendo in prima persona per darle, se possibile, visibilità, anche perché ad ora la notizia è taciuta e non lo trovo corretto, data la gravità. Mia nonna è in fin di vita nel reparto covid dell’ospedale di Lugo. Ha contratto il virus la settimana scorsa all’interno di una casa protetta di Massa Lombarda dove risiedeva da poco tempo. Il personale della casa protetta ci ha informati martedì scorso che le visite con i parenti erano sospese in quanto all’interno c’era un positivo, dicendo che la nonna stava bene. Da lì nessuna comunicazione fino a questa domenica mattina, quando ci avvisano di aver chiamato il 118 in quanto la signora ha la febbre alta.

In realtà era già incosciente e appena arrivata in ospedale non hanno potuto che constatare l’irreversibilità delle sue condizioni di ingresso, gravissime, con reni e altri organi interni irrimediabilmente compromessi dal covid. Dunque era malata già da qualche giorno, probabilmente da quando è stato individuato il primo positivo.

Nel frattempo hanno iniziato a circolare voci insistenti sul fatto che all’interno della casa protetta comunale, gestita da una cooperativa, alcuni operatori fossero non vaccinati. Ovviamente non posso sapere se queste persone siano state il veicolo del virus, fatto sta che questo è entrato nella struttura. Personalmente sono scioccata, amareggiata, profondamente delusa. Chi doveva tutelarla non l’ha fatto, il luogo dove mia nonna doveva vivere in un ambiente protetto è diventato il luogo dove si è infettata di covid.

Poteva accadere agli inizi della pandemia ma è inconcepibile che avvenga ora, con i protocolli attuali. Volevo segnalarvi questa situazione perché la ritengo inaccettabile.

Lettera Firmata

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