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Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

L’elettrificazione delle banchine rende il Porto un luogo migliore, ancor di più con la riconversione della centrale termoelettrica

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Abbiamo appreso di recente dagli organi d’informazione che  da Federlogistica, per bocca del suo dirigente Luigi Merlo (ex assessore della Regione Liguria) viene lanciato un appello affinché si proceda all’elettrificazione delle banchine nei porti italiani. Secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA, l’ ing. Merlo, afferma che «Pressoché la totalità delle navi da crociera, una quota crescente di traghetti e molte navi cargo in porto potrebbero già oggi collegarsi alla rete elettrica delle banchine in quanto già predisposte». E invoca una strategia nazionale per perseguire tale obiettivo.  Infatti, egli parla da Genova, ma al momento in cui propone un piano che riguardi tutta la portualità nazionale, l’affermazione  coinvolge anche la struttura portuale ravennate. In più di un’occasione il tema è emerso anche nel recente passato,  e in diverse strutture portuali viene preso in considerazione.

A Civitavecchia, per esempio, dove si sta creando un ampio fronte di mobilitazione contro il fossile, antitetico alla proposta ENEL di riconvertire a gas la vecchia centrale termoelettrica a carbone, per sostituirla invece con una nuova realtà produttiva interamente basata sulle rinnovabili, tale obiettivo è accompagnato dalla richiesta (illustrata nel progetto “Porto bene comune”) di fare del porto un centro propulsore incomparabilmente più sostenibile, a partire proprio dal tema dell’elettrificazione.

L’elettrificazione delle banchine  comporta che le navi  spengano i motori quando sono ormeggiate, il che vuol dire eliminare grandissima parte della CO2 e delle  emissioni climalteranti, e contribuire in maniera non trascurabile alla qualità dell’aria della zona circostante. La struttura portuale è uno  dei siti produttivi più importanti di Ravenna, e la sua trasformazione in un apparato molto più adeguato dal punto di vista della sostenibilità sarebbe un notevole passo avanti, sia sul versante del contrasto complessivo all’emergenza climatica, sia nel ridurre l’ “inquinamento di prossimità”. Ogni nave ferma in banchina con i motori accesi inquina come alcune centinaia di TIR.  Anche il profano può rendersi conto di quale sarebbe il vantaggio se tante navi restassero in porto con i motori spenti.

E’ evidente che resta da porsi il problema di come venga prodotta tutta l’energia elettrica necessaria. E in questo senso si gioca una partita che deve segnare un punto di svolta.

E’ necessario intraprendere con decisione la strada delle rinnovabili. La realizzazione di una produzione energetica da fonti rinnovabili può e deve coinvolgere Ravenna e farne un punto avanzato della giusta transizione. Pertanto, è ora di porre con coraggio nella discussione pubblica il tema della progressiva riconversione della stessa centrale termoelettrica di Ravenna, e iniziare a costruire l’alternativa. In questo senso, la concretizzazione dell’elettrificazione delle banchine portuali, sarebbe un motore di notevole importanza.

Ricordiamo che nel 2018 il consiglio comunale di Ravenna aveva approvato con voto unanime un ordine del giorno che richiedeva l’impegno a operare per l’ elettrificazione delle banchine nel porto di Ravenna.

Il ruolo dei Comuni a nostro avviso è fondamentale per disegnare il futuro ambientale ed energetico dei diversi territori. In una città portuale come la nostra, una netta presa di posizione dei poteri locali potrebbe avviare un percorso inequivocabile e virtuoso, che volti le spalle, con gradualità ma con decisione, al vecchio modello estrattivista e inquinante.

Riteniamo pertanto che la nuova Assessora alle Attività Portuali debba giocare un ruolo determinante, e più in generale che il Comune debba farsi carico di avviare un progetto globale che metta al primo posto la fuoriuscita dalle fonti fossili, senza subordinarsi definitivamente all’attesa di scelte adottate altrove.

L’esempio di Civitavecchia, dove istituzioni, forze politiche, movimenti e realtà sindacali stanno lavorando pressoché uniti per una vera alternativa, deve essere imitato anche qui.

Coordinamento ravennate “Per il Clima – Fuori dal Fossile”

 

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