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Il medico sbaglia la diagnosi e la madre della mia compagna perde la vita: è un fatto che non può passare sotto silenzio

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Questa testimonianza è stata raccolta al telefono – e trasformata in lettera – dalla voce del compagno di una signora che ha perso la madre questa notte per una presunta negligenza da parte di chi doveva prestare soccorso e forse non l’ha fatto.

Tutto è iniziato l’altro ieri sera, sabato sera, 22 gennaio. La madre della mia compagna aveva male allo stomaco, sappiamo che ha un’ernia iatale per cui noi subito abbiamo pensato che il male le sarebbe passato. Per tutta la notte invece ha continuato a star male, a vomitare e a lamentarsi. Noi dalla mattina successiva, dalle 8.30 abbiamo cominciato a chiamare la Guardia Medica. Ma il numero verde della Guardia Medica era fuori servizio: la risposta era sempre quella, il numero non è raggiungibile. Così per tanto tempo, almeno per un’ora e mezza. Poi finalmente il numero si è sbloccato e dall’altro capo del telefono una signora dell’Ausl ci ha risposto, ma mentre stavamo parlando stava di nuovo cadendo la linea, perché si vede che le loro linee non funzionano bene.

La signora ha assicurato che ci avrebbe subito richiamato al numero memorizzato, “perché la linea telefonica non funziona bene”. Dopo è caduta la linea. Ma noi non abbiamo più avuto sue notizie, cioè non ci ha più chiamato. Allora abbiamo riprovato sempre a chiamare noi, per altre tre ore, ma c’era sempre lo stesso problema e la stessa risposta: numero non raggiungibile. Dopo innumerevoli tentativi, finalmente abbiamo preso la linea e la signora ha risposto. Noi abbiamo fatto presente che stavamo aspettando la sua chiamata ma la signora ha accampato diverse ragioni per non averlo fatto.

A questo punto siamo riusciti comunque a parlare e a spiegare la situazione in cui si trovava la madre della mia compagna, che continuava a star male, a lamentarsi e a vomitare. Abbiamo chiesto se dovevamo noi portarla all’ospedale o se doveva venire qualcuno a casa a visitarla. Siccome in casa siamo tutti positivi al Covid, la signora della Guardia Medica ha detto che ci avrebbe mandato a casa l’USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale istituite per assistere i malati a casa al tempo del Covid, ndr). La madre di mia moglie era l’unica che non risultava ancora positiva, le avevamo appena fatto un tampone rapido in casa.

A un certo punto domenica è arrivata a casa il medico USCA, è entrato, e ha buttato là una battuta “ma la signora non sta male” ancor prima di visitarla. Poi l’ha visitata e la diagnosi del medico USCA è stata “la signora sta benissimo, per noi non deve andare assolutamente all’ospedale, noi siamo a posto così, la prossima volta chiamateci per cose serie.” E poi se ne è andato. Noi abbiamo chiesto se non fosse stato meglio portare la signora all’ospedale ma ci ha risposto che in un giorno le sarebbe passato tutto.

Ma invece di stare meglio mia suocera è collassata, le è venuto un ictus. A quel punto abbiamo chiamato l’ambulanza del 118 che è arrivata alle 21.30 e verso le 22 di domenica l’ha portata al Pronto Soccorso, dove hanno provato a rianimarla, ma dopo poco meno di tre ore la signora è morta.

Aveva 74 anni. E non aveva nessuna grave patologia. Non prendeva nemmeno un farmaco se non delle vitamine. In Pronto Soccorso le hanno fatto il tampone ed è risultata positiva al Covid, ma il medico del Pronto Soccorso mi ha detto che il Covid non c’entra nulla con l’ictus e con la morte della signora.

Se l’avessero ricoverata in ospedale subito, forse si sarebbe salvata. Quelle 4 ore in cui ce l’hanno fatta tenere in casa dandole del Gaviscon non sono servite a nulla.

Non abbiamo ancora contattato nessuno in Ausl. Adesso ci stiamo occupando del funerale. Comunque abbiamo già deciso di rivolgerci al nostro avvocato, vogliamo vedere i tabulati e sapere chi era il medico dell’USCA che l’ha visitata, perché è un fatto che non può passare sotto silenzio.

Lettera Firmata – Ravenna

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Commenti

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  1. Scritto da Maria

    Che rabbia!

  2. Scritto da Ermes

    Condoglianze!

    R.I.P.