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Il feroce gerarca mussoliniano Ettore Muti e quel triste rito fascista di fine estate

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A fine agosto, con la fine dell’estate, quasi come un “triste rito”, si ripropone la commemorazione del gerarca fascista Muti nel piazzale del cimitero di Ravenna da parte di organizzazioni chiaramente neofasciste. Un rito che trova le simpatie, neanche troppo velate, anche nella destra che si sta preparando alle elezioni politiche oramai vicine.

Vogliamo ricordare alla Città di Ravenna (medaglia d’oro al valor militare per la lotta di liberazione) che questi “tristi figuri in camicia nera” celebrano un feroce gerarca mussoliniano come un eroe. La Brigata Nera intitolata a Muti il 25 agosto 1944 al Ponte degli Allocchi a Ravenna ha assassinato dodici partigiani tra cui Natalina Vacchi e Michele Pascoli e che sempre a Muti era intitolata la legione della RSI autrice della strage di Piazzale Loreto a Milano del 10 agosto 1944 in cui furono uccisi quindici partigiani.

Inoltre ricordiamo come nel 2022 ricorra il centenario della Marcia su Roma delle squadracce fasciste. Denunciamo da anni come questo sia l’ennesimo episodio di chiara e ostentata apologia del fascismo permessa dalle autorità dello Stato. Esiste una normativa che dovrebbe evitare che continuino a ripresentarsi ogni anno.

L’articolo 4 della legge 645/52 “Norme di attuazione della XII disposizione della Costituzione” recita così: “Apologia del fascismo. Chiunque esalta pubblicamente esponenti, principi, fatti e metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista è punito con la reclusione fino a 2 anni oppure con una multa. La pena è aumentata se il fatto è commesso col mezzo della stampa e con altro mezzo di propaganda o diffusione”.

Esiste la Legge Mancino e anche il Comune di Ravenna ha emanato un’ordinanza di divieto di manifestazioni nel piazzale antistante al Cimitero. Ci chiediamo, allora, perchè si continua a permettere tutto ciò?

A questo, la parte più militante della Ravenna antifascista si oppone da sempre. Noi come Potere al Popolo Ravenna ci uniamo con forza alle proteste di tutte le associazioni, partiti e organizzazioni antifasciste ravennati.

Chiediamo  che le autorità vietino la manifestazione e se ciò non avverrà (come  sempre successo in questi anni) saremo presenti, come sempre abbiamo fatto in questi anni, al presidio antifascista a cui invitiamo a partecipare tutta la cittadinanza e la società civile di Ravenna.

Ora e sempre Resistenza.

Potere al Popolo – Ravenna

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Commenti

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  1. Scritto da artemio

    Dovete chiedere che le autorita’ applichino leggi e ordinanze, e chiedere anche come mai non sia mai stato fatto!
    soprattutto spiegarci il perche’non siano mai state applicate

  2. Scritto da kyra

    sul muro del cimitero in cui stanno passando davanti quegli aspiranti asassini c’è una targa commemorativa di un partigiano ucciso. proprio lì. ci vuole una bella faccia a fare queste manifestazioni idiotissime, fossero vecchi nostalgici potrei capire, ma sono giovani…bah!

  3. Scritto da Petar

    Strano Paese questo! Le leggi ci sono, ma nessuno interviene per farle rispettare. E normalmente noi italiani, furbetti cronici, siamo contenti di questo perché così la facciamo franca! Ma tutto ciò è pericoloso, partendo anche da piccoli reati o infrazioni. Per non parlare dell’argomento in oggetto; non è assolutamente pensabile che le istituzioni facciano finta di nulla. Il Prefetto cosa ne pensa? Perché il sindaco con la sua giunta non sono andati dove si svolgeva la manifestazione? Perché non mandare le forze dell’ordine? Inconcepibile!!! Non è che i nostalgici siano anche nei posti di potere e quindi non si interviene perché “sconveniente”?

  4. Scritto da Ermete

    Petar ha, secondo me, centrato il problema.