Quantcast

Le Rubriche di RavennaNotizie - L'opinione

Pasquale Minichini: “Litorale al palo delle opere strategiche”

Più informazioni su

Si è dovuto aspettare il secondo semestre di quest’anno, esattamente il 2 luglio, perché il Comune di Ravenna approvasse il suo bilancio di previsione del 2015. In una qualsiasi amministrazione del mondo che sia ben diretta, pubblica o privata, in luglio si fanno i primi preconsuntivi, non già la “previsione” del passato. La colpa è certamente del livello di governo della nazione italiana, ma tant’è.

Il bilancio 2015 comprendeva naturalmente il piano degli investimenti, nel quale gli interventi di competenza del Comune erano circa un centinaio. Ma ecco che, improvvisamente, appena venti giorni dopo, il consiglio comunale è stato chiamato a votarne una variazione, che recupera 74 interventi promessi e addirittura finanziati sui piani passati, addirittura risalenti al 2009, rimasti nel cassetto delle illusioni perdute.

 

La grancassa dell’assessore ai Lavori pubblici è rimbombata sui giornali: “Questa è una delibera che fa bene alla città e ai cittadini. La realizzazione di queste opere ci consente di avvicinarci alla gente e rappresenta il valore aggiunto…la possibilità di aiutare la nostra realtà a uscire dalla crisi”. In realtà non c’è stato nessun miracolo, essendosi utilizzati avanzi di amministrazione degli anni passati, che avrebbero dovuto essere impegnati già molto prima. Il recupero, il 22 luglio, di una parte degli scheletri (ne resta nell’armadio circa una metà) è dunque solamente un’operazione pre-elettorale, avvicinandosi la resa dei conti del decennio di malgoverno Matteucci. Ma è esso stesso ingannevole.

 

Mi esprimo al riguardo sul litorale, che seguo particolarmente perché vi risiedo e per la lunga esperienza di consigliere di circoscrizione e territoriale del Mare (su tutto il resto, di pari mistificazione, si esprimerà il capogruppo di Lista per Ravenna). Sono sparite dagli impegni assunti dall’attuale amministrazione opere strategiche importanti, alcune risalenti niente meno che al primo mandato Mercatali (1997-2001), tra le quali spicca il Polo scolastico a Lido Adriano.

Ma altri sono i lavori che attendono da almeno un decennio di essere realizzati, ad esempio: Lido Adriano, il rifacimento di molte delle strade dissestate e la messa in sicurezza di via Bonifica con una pista ciclabile a lato; Marina di Ravenna, la pista ciclabile su viale delle Nazioni e la manutenzione di molte strade e marciapiedi dissestati; Punta Marina Terme, la riqualificazione di viale delle Americhe con la prosecuzione della pista ciclabile di via Molinetto fino al viale C.Colombo; Marina e Punta, la riqualificazione degli stradelli retrodunali. Un caso speciale è il ponte sui Fiumi Uniti, tra Lido di Dante e Lido Adriano, che avrebbe dovuto essere realizzato nel 2007 con un costo di 1 milione e cinquecentomila euro, poi slittato di bilancio in bilancio, ma che non vedrà la luce nemmeno nel 2016, anche se illusoriamente riscritto nel bilancio 2015, il cui costo è arrivato già a 3 milioni di euro.

 

Speciale è anche il caso di Lido di Dante, a cui, dopo la mareggiata di novembre 2013, erano stati promessi da lì a poco i lavori a mare per mettere in sicurezza la spiaggia e la pineta dall’erosione marina e dall’aggressione del mare: parole al vento, perché a gennaio 2014 sono scomparse le poche dune rimaste ed il mare è entrato liberamente, per la prima volta, in pineta; eppure entrambe le opere sono finanziate coi fondi Eni, immediatamente spendibili essendo fuori del Patto di Stabilità.

 

Non parliamo neppure di tutte le località costiere, da Casalborsetti a Lido di Savio, che ad ogni goccia di pioggia o di mare mosso si allagano. Le poche opere recuperate il 22 luglio non potranno vedere la luce, considerati i tempi tecnici, neppure nel 2016.

 

Pasquale Minichini, Lista per Ravenna

Più informazioni su