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Carlo Zingaretti: Favoletta per i fiumi e le valli…

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C’era una volta una città dove gli automobilisti facevano quello che volevano: chi circolava tenendo la sinistra, chi la destra, non c’erano sensi unici, precedenze, le auto andavano ovunque, persino sotto i portici e nelle piazze. Gli automobilisti si divertivano da matti ma i pedoni protestarono e così il Comune, dopo aver a lungo studiato e con una certa riluttanza, emise un regolamento e disse a tutti gli automobilisti: “Avete sei mesi di tempo per adeguarvi e rispettarlo”.

Il regolamento prevedeva la circolazione a destra, sensi unici, zone pedonali, semafori, stop, precedenze, ecc. Gli automobilisti lo lessero e poi continuarono come prima. Scaduti i sei mesi il Comune si accorse che niente era cambiato. Allora li convocò e diede loro ancora sei mesi di tempo. Alcuni automobilisti, pochini per la verità, iniziarono a rispettare le norme del regolamento, mentre tutti gli altri, imperterriti, continuarono come prima. Scaduta anche la seconda proroga il Comune li convocò ancora e disse: “Vi concediamo un’altra proroga di sei mesi”.

Allora un automobilista chiese: “E se non ci adeguiamo? Ci farete la multa?”
Il Comune rispose: “Se non vi adeguerete vi concederemo un’altra proroga. Multe? No quelle non ve le faremo perché non siamo in grado e poi il vostro comportamento fa parte della nostra cultura, senza le vostre auto la città diventerebbe selvaggia e andrebbe in rovina”.

Rimasero tutti allibiti a queste parole: sia i pedoni a cui una città con poche automobili rispettose delle regole sarebbe piaciuta molto di più, che gli automobilisti, contenti di questo riconoscimento. Anzi, si strizzarono addirittura l’occhio, come a dire che potevano stare tranquilli e continuare come prima.

Qualcuno dei pedoni, solito guastafeste, suggerì che forse era il caso di mettere in piedi multe severe per chi non rispettava il regolamento. Al Comune si ingarbugliarono le idee e fece finta di non aver sentito.

Avvertenza: la favoletta è di pura fantasia. Ogni riferimento a persone, cose, enti e alle recenti decisioni sul “Regolamento capanni” è del tutto casuale.

Carlo Zingaretti

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