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Pietro Vandini: “Se la Ravegnana bis diventa una mera prova di forza politica, non serve a nessuno”

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Le discussioni che riguardano importanti cambiamenti rispetto alla mobilità del nostro territorio, sebbene siano senza ombra di dubbio anche delle battaglie politiche, non devono limitarsi ad essere una prova di forza, altrimenti non ci guadagna nessuno. 

Ritengo che all’alba del 2020, con masse di popolazione mondiale che si mobilitano per l’ambiente e con la sensibilità globale verso queste tematiche che sembra si stia notevolmente rafforzando, senza dimenticare gli indiscussi benefici ambientali e culturali, il primo pensiero che si deve avere quando si pensa alla mobilità non debba essere verso nuove strade. Ribadisco ciò che dicemmo qualche mese fa, un collegamento ferroviario tra Ravenna e Forlì avrebbe un impatto positivo sotto tanti punti di vista: sulla mobilità locale ma anche diminuendo l’isolamento ferroviario di Ravenna, dato che Forlì è certamente meglio servita. Al di là del problema attuale conseguente alla tragedia avvenuta sulla Ravegnana, esistono 3 arterie che permettono di arrivare a Forlì: la Ravegnana, l’E45 e l’autostrada.

Queste tre vie di comunicazione continueranno ad essere presenti ma in più avremmo anche un collegamento ferroviario che aiuterebbe senza ombra di dubbio a snellire il traffico. Non solo, sicuramente è necessario vietare il traffico pesante dalla Ravegnana ed incrementare gli ecobonus per l’acquisto di nuove macchine con prestazioni più green, sia per chi con la macchina ci lavora ma non solo. Io credo che questo dovrebbe essere il primo obiettivo per chi amministra il territorio, ragionare verso queste soluzioni per la mobilità. Detto questo, non chiudiamo la porta a prescindere verso altri ragionamenti perché se nuove strade hanno senso di essere costruite, non abbiamo certamente un’avversione dogmatica verso queste soluzioni, ma per approfondire è necessaria un’analisi dettagliata sui flussi.

Per capirci servono numeri e analisi sul traffico in modo da capire se le attuali arterie stradali siano o meno sufficienti. Bisogna coinvolgere Regione e società Autostrade, oltre che i comuni coinvolti, per poter fare una valutazione completa e non solo politica.

Pietro Vandini
Coordinatore Italia in Comune – Ravenna

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