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Samantha Tardi: La politica non mantiene le promesse sul turismo. E intanto gli imprenditori sono al collasso

Come ogni estate che si rispetti arrivano puntuali le analisi e le riflessioni turistiche da parte degli operatori e del nostro Assessore Costantini e, come avviene da tre anni a questa parte, la differenza di visione tra Amministrazione e stakeholders è quasi agli antipodi. Chi avrà ragione?

E’ di queste ore la notizia che in particolar modo quest’anno il calo turistico nei lidi si sta facendo sentire; siamo partiti con una primavera record nella città d’arte, che aveva fatto già cantar vittoria a qualcuno dentro Palazzo Merlato, per poi attraversare un maggio meteorologicamente orribile e turisticamente devastante, fino ad arrivare all’estate, la quale, in riviera, la dovrebbe far da padrona e invece…

A tre anni dalla nomina del nuovo volto della giunta De Pascale, colui che, data anche la sua provenienza dal mondo delle associazioni di categoria, avrebbe dovuto fare la storia della politica turistica cittadina, forte anche del fatto che in sostanza lavora in “mono delega”, ci ritroviamo con un misero pugno di mosche in mano, in balia, mi ripeto, delle onde e delle correnti marine, in una barca senza comandante.

Il boom primaverile è quindi evidentemente stato un colpo di fortuna, come ipotizzai già all’epoca, che non ha per nulla invitato alla riflessione, allo studio del fenomeno e tantomeno ha fatto venire in mente al nostro Assessorato un sistema di indagine e di raccolta informazioni riguardanti il turista sul nostro territorio coinvolgendo gli operatori.

Continuo a pensare alle decine di migliaia di euro di soldi pubblici spesi per il famoso bando sulla riqualificazione ed il rilancio dei 9 lidi, per tramite delle relative scontatissime vocazioni, rivelatosi definitivamente, dati i risultati e le scelte politiche che ne sono derivate (cioè lo zero assoluto), la classica cambiale a credito post elezioni: una presa in giro bella e buona nei confronti di tutta la cittadinanza ravennate.

Ma tornando alle dichiarazioni rilasciate da operatori e amministrazione ci troviamo di fronte due poli opposti: chi lavora afferma di essere in forte crisi, costretto ad arrabattarsi per coprire tutte le spese o ad inventarsi nuove politiche di accoglienza per massimizzare le entrate, mentre chi governa si avvale del classico “va tutto bene, siete voi che non capite…” proseguendo con l’affermazione che “le nostre spiagge sono un prodotto maturo e non dobbiamo puntare ad aumentare il numero dei turisti, quanto ad accrescere le ricadute economiche”.

Queste parole la dicono lunga: il prodotto maturo, mai rinfrescato nella sua offerta e nella sua promozione, rischia di diventare un prodotto vetusto e scontato con poca personalità e la combinazione tra staticità dell’offerta e dinamismo incredibile della domanda, porta a questi tristi risultati.

E se è vero da una parte che anche il privato a volte poco reagisce all’evolversi del mercato tendendo a aspettare un po’ la manna dal cielo, dall’altra parte abbiamo un’amministrazione che si limita a pontificare senza però concretamente avanzare proposte utili a questa evoluzione, perché di evoluzione dobbiamo parlare: o si muta radicalmente per riportare in auge quel turismo da settimana in albergo, o ci si adatta alle presenze mordi e fuggi con altrettante proposte adeguate. Evolversi non significa solo ristrutturare alberghi o strutture ricettive in genere, significa fare politicamente scelte coraggiose, anticipare i tempi, studiare il mercato, studiare le presenze con l’aiuto di chi lavora, progettare e programmare promozioni con obiettivi prestabiliti.

Invece siamo fermi, fermi ad aspettare che sia il turista a sceglierci e non in contrario.

Sono passati 3 anni di amministrazione De Pascale con assessorato Costantiniano e siamo ancora qua a parlare di più o meno zero virgola, mentre là fuori ci sono imprenditori che rischiano il collasso.

Di questo passo anche il progettone di riqualificazione degli stradelli, senza una politica organizzativa dietro, rischia di diventare un altro salasso imprenditoriale anziché una rinascita, per non parlare di Dante 2021.

Noi siamo fortemente preoccupati: in questo momento di instabilità politica nazionale, con le regionali alle porte e solo due anni di mandato comunale rimasti, temiamo che le molte promesse sbandierate da questa giunta possano finire in fumo, con buona pace di chi, però, in questi anni, ha profumatamente incassato alla faccia nostra.

Samantha Tardi

Commenti

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  1. Scritto da Angelo

    Chi non ha votato questa amministrazione, ed è la maggioranza degli elettori, invece spera proprio che alle prossime elezioni lo capiscano tutti e finalmente si cambi. E chissà se finalmente si ha il coraggio di eleggere un sindaco donna!