Valle Mandriole. WWF Ravenna: attendiamo risposte su disastro ambientale. Italia Nostra: fermate caccia anche a Comacchio

“La drammatica e disastrosa moria di uccelli causata dallo sviluppo del batterio Clostridio botulino C nella Valle Mandriole non è una fatalità. – scrive Davide Emiliani del WWF Ravenna in una nota – Il Comune cerca di difendersi dicendo: “Abbiamo fatto il possibile e ci siamo attivati subito”, ma ormai ad enorme danno ambientale consumato. Sembra piuttosto una resa insopportabile e l’annuncio di una strage annunciata. In questi ultimi anni, nonostante le preoccupazioni manifestate dalle Associazioni naturalistiche ed ambientali, anche nei Tavoli tecnici voluti dall’Amministrazione Comunale e coordinati dal Dirigente dell’Ufficio Ambiente del Comune, non è seguita poi la volontà politica di affrontare o tentare di risolvere le problematiche della gestione dell’acqua nel comparto ambientale Punte Alberete – Valle Mandriole. Tutte le parole ed i nobili intenti sono rimasti vuoti e senza risposta. In questa situazione così grave abbiamo osservato la completa assenza di indirizzo gestionale sia da parte del Parco del Delta (che continua a manifestare la sua inadeguatezza conservazionistica), sia da parte del Comune di Ravenna, anche in considerazione del fatto che dopo oltre sei anni non si conosce ancora pubblicamente l’esito del bando per la gestione dei due ambienti.”

“A chi competerà la responsabilità della progettualità idraulica e della manutenzione ambientale, delle infrastrutture e dei percorsi visitabili ? A chi competerà la supervisione tecnico-scientifica e la elaborazione di progetti di salvaguardia e di protezione? Chi dovrà affrontare e risolvere le problematiche della qualità dell’acqua e della sua persistente torbidità? A chi competerà il tentativo disperato di salvare la parte di biodiversità rimasta nella fauna e nella flora? – chiede il WWF di Ravenna – Ci preme evidenziare inoltre un curioso paradosso: il 30 settembre scorso il livello idrico di Punte Alberete era salito a + 80 cm slmm (molto alto ed anomalo per quella data) e contemporaneamente il livello di Valle Mandriole era sceso a – 5 cm slmm. Perché livelli così marcatamente contrastanti? Perché i livelli di Valle Mandriole sono stati tenuti così bassi, in modo costante, a partire dal giugno 2018? Perché sia nel 2018 che nel 2019 ci sono state ben due secche estive ogni anno, con le conseguenti situazioni di stress ambientale? Non era stato annunciato che le secca estiva si sarebbe dovuta effettuare ciclicamente ogni 2-3 anni?”

“Che fine ha fatto il Piano di Gestione approvato nel 2012 e sostanzialmente mai applicato, soprattutto là dove venivano indicate le soluzioni per migliorare la qualità e la torbidità delle acque? – chiede ancora il WWF – Perché sono state coinvolte solo le Associazioni venatorie nella raccolta dei cadaveri degli uccelli morti, e degli esemplari ancora viventi – ma in condizioni disperate -, poi eliminati per incenerimento, impedendo così il censimento per specie e l’esecuzione di eventuali altre analisi? Sono state raccolte specie rare e protette, e ne è stata data comunicazione ad ISPRA – Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale, Ente ufficialmente preposto anche alla gestione di episodi di questo tipo a livello nazionale?”

“Nel Tavolo tecnico sulle zone umide ravennati il dirigente dell’Ufficio Ambiente evidenziò il problema del costo per il sollevamento idraulico in entrata ed in uscita, richiesto da parte di Romagna Acque e di Ravenna Servizi Industriali, e ritenuto troppo oneroso per le casse comunali. Come è possibile che Regione Emilia Romagna, Parco del Delta del Po e Comune di Ravenna non riescano ad individuare una valida e definitiva soluzione tecnica per le necessità idriche, soprattutto di Valle Mandriole? – continua e conclude il WWF –  Noi crediamo che esistano gravi responsabilità di incuria e di mancanza gestionale. L’immissione di acqua dal Fiume Reno agli inizi di settembre (visto che il sifone di approvvigionamento dal fiume Lamone è inutilizzabile per mancanza di manutenzione da anni), avrebbe ben probabilmente evitato la strage degli uccelli a causa del botulino, ma non risolto i problemi della gestione idrica. Sarà eventualmente la Magistratura a valutare se esistano colpevolezze a vari livelli per il reato di disastro ambientale. Ci limitiamo a fare un’ultima osservazione che riguarda il fenomeno invasivo della pianta acquatica alloctona Ludwigia peploides subs. montevidensis, che ha occupato gran parte della Valle Mandriole, problema mai affrontato dagli Enti competenti: e se questa neofita invasiva avesse concorso all’insorgenza del botulino?”

ITALIA NOSTRA: Valle Mandriole, stop alla caccia anche nelle Valli di Comacchio

“Rinnoviamo ancora l’appello già pubblicato due giorni fa, affinché, a seguito della strage di Valle Mandriole, con una stima di almeno 4.000 uccelli morti, venga sospesa la stagione venatoria in tutto il Comune di Ravenna, pialasse e pinete ovviamente comprese. – scrive in una nota Italia Nostra Ravenna – Aggiungiamo, su segnalazione di un gruppo di esperti, un ulteriore appello perché la caccia sia sospesa anche nelle Valli di Comacchio da dove, come è noto, molta avifauna disturbata dalle attività venatorie che lì si compiono, parte per andare a rifugiarsi proprio nella trappola per ora mortale di Valle Mandriole.”

“Un segnale forte delle Istituzioni non contro le attività venatorie e contro i cacciatori, ma a favore dell’ambiente che tutti dicono di voler proteggere. – continua Italia Nostra – Un’assunzione di responsabilità da parte di chi doveva vigilare e portare avanti la conservazione e l’implementazione della biodiversità, come richiesto dalla legge: Parco del Delta per primo e Comune di Ravenna subito dopo, affiancati dalla Regione, che ha affidato al Parco la gestione di Valle Mandriole e legifera sulle stagioni venatorie. Certamente un compito, quello della tutela della biodiversità e degli habitat protetti dalle Direttive europee e dalle leggi italiane, per ora pienamente fallito, nonostante i tanti appelli e allarmi provenienti da studiosi, docenti, ambientalisti, cacciatori e semplici cittadini, terminata la gestione del WWF prima e dell’ARCA poi nel 2013, quanto Punte Alberete e Valle Mandriole erano un vanto ravennate e gioielli ambientali conosciuti in tutto il mondo. Progetti ed interventi, anche con l’ausilio dei finanziamenti da programmi LIFE della Comunità europea, mai attuati e tantomeno previsti. Perché?”

“Dopo ogni strage è d’obbligo il silenzio. – conclude Italia Nostra – A cui va aggiunto subito un lavoro serio, concertato con gli esperti, affinché tutto questo resti solo una delle pagine più nere della storia del Comune di Ravenna e della biodiversità in Italia che non abbia da ripetersi mai più. Magari pensando di sottrarre al Parco del Delta quello che finora ha dimostrato di non saper e di non voler gestire.”

Commenti

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  1. Scritto da Luigi

    Tanto per aggiungere imbecillità a imbecillità propongo di chiedere al traffico la Romea dirottando il traffico per s Alberto e Marina Romea così non si disturbano le anatre che tornassero a bere l acqua al botulino della valle canna siamo all’ ipocrita più totale di ambientalisti arrabbiati dopo aver condiviso molti provvedimenti
    Quieta e’ censura di m…. i commenti negativi o l ironia vi disturbano site ridotti male alla faccia della democrazia