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Felice Nittolo su RavennaMosaico 2019: Chuck Close non si discute ma sul mosaico il MAR è tornato indietro

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Dopo aver apprezzato la bella mostra del MAR e dopo aver fatto i dovuti complimenti al validissimo curatore e amico Daniele Torcellini, un tarlo ha continuato a rodermi dentro e non ho potuto non pensare alla scelta politico-culturale che la nostra città ha fatto per questa sesta edizione di Ravenna Mosaico, con Mosaics di Chuck Close. È questa l’esposizione cardinale della VI edizione di RavennaMosaico, il simbolo più importante anche in termini di lavoro, rappresentatività esterna e impegno anche economico della manifestazione.

Il MAR Museo d’Arte della città di Ravenna (faro dell’istituzione culturale pubblica e per questo indicatore della massima visibilità artistica nazionale e internazionale contemporanea) in questo momento sul centrale tema del mosaico è tornato, temo, parecchio indietro. Indietro almeno al lontano 1959, quando Ravenna con coraggio e determinazione riuscì a coinvolgere i massimi esponenti dell’arte di quei giorni e, soprattutto, cosa fondamentale, riuscì a far lavorare un gruppo di “Maestri Mosaicisti” che dimostrarono sul campo che cosa era e che cos’è il mosaico secondo Ravenna. Un momento importante, di grande apertura culturale, che però pare non aver lasciato traccia profonda in chi può far tesoro per tutti della memoria vera, quella che vuol farsi “storia viva” meritevole di essere coltivata e vissuta con amor proprio.

Eppure, anche oggi, valenti Maestri continuano ad esistere, di alto e riconosciuto profilo; ma con RavennaMosaico mi pare di non vedere nulla di veramente concreto verso tutto questo movimento: enorme impegno da parte della “categoria”, ma attenzione e considerazione assolutamente minori in termini di programmazione.

Certo, grande tecnicismo e “bellezza”con la riconosciuta abilità pittorica di un artista internazionale come Chuck Close. Ma poi? Niente Ravenna, nessun coinvolgimento, niente lavoro per i laboratori della città, niente arte… In compenso, abbiamo apprezzato l’eccellente “fattura tecnica” realizzata da un laboratorio di mosaico canadese. Quindi qual è il messaggio che la massima istituzione pubblica della città lancia nei confronti del “nuovo e futuro mosaico”?

Negli ultimi decenni ho parlato e lavorato con tanti giovani artisti e mi ero illuso che questa idea (propria della cultura di una realtà che vuole evolversi avendo consapevolezza), finalmente fosse approdata anche nelle menti di chi si prende cura della nostra grande arte. Sì, forse mi devo ravvedere. La mia generazione ha combattuto enormemente per affermare l’autonomia, la ricerca, la creatività del mosaico contemporaneo (Mathieu, Cicognani) ma è come se con questa scelta culturale si veda vanificato tutto quanto abbiamo cercato di convalidare fino a qui.

Ripeto, la mostra Mosaics è molto bella e l’artista è ineccepibile. Ma sono convinto che in una azione così importante, se si voleva fare un’operazione culturale veramente utile anche per il nostro territorio, serviva un coinvolgimento verso le realtà artigianali musive.

Un atto di vera fiducia, non solo ideale, ma patrimonio concreto per tutti. Almeno una parte del nostro impegno (anche fiscale) sarebbe tornato utile a qualche buon mosaicista…

Sento la necessità di scusarmi con tutti voi di questo impeto comunicativo, ma è dal 1984 (dal Manifesto sull’A-Ritmismo) che sono costantemente e coerentemente impegnato con le idee che cerco di comunicare.

Già alcuni anni fa avevo proposto un confronto-dibattito pubblico su questi temi e sull’importanza del mosaico ravennate… mi fu risposto che la proposta era interessante e che qualcosa sarebbe stato organizzato. Niente!

Felice Nittolo

 

Felice Nittolo

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Commenti

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  1. Scritto da mg

    Importante e autorevole considerazione, complimenti.

  2. Scritto da armando

    Faccio mio il commento di mg . IMPORTANTE E AUTOREVOLE CONSIDERAZIONE, COMPLIMENTI sig Nittolo.- dall’alto della sua bravura puo’ dire cio’ che vuole e non si deve scusare assolutamente del suo …”impeto comunicativo”…ha tutte le sante ragioni