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Enrico Mazzolani: Cervia e il PUG, l’urbanistica del consumo di suolo a saldo 0, vola a +127%

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A fine 2018, la Giunta Coffari, rispondendo alla nuova normativa urbanistica regionale ha adottato, per prima in Emilia-Romagna, il piano urbanistico generale (PUG). Ad un anno dalla sua approvazione possiamo iniziare a confrontare i dati e tirare le somme di quella che, a tutt’oggi, può essere considerata una vera rivoluzione per il futuro della città. Diversi sono i punti di forza del nuovo approccio alla programmazione del territorio: forte contrazione del consumo di suolo, rigenerazione urbana, innalzamento della qualità della città costruita, progettazione e gestione degli strumenti e infine, ma non ultimi, partecipazione e adattamento ai cambiamenti climatici, socio economici e culturali.

Una nuova fotografia della città, accompagnata dalle modalità operative di condivisione, volute da Massimo Medri e dalla sua Giunta, stanno portando a una molteplicità d’interventi di recupero del costruito per dare continuità alle strategie di sviluppo iniziate dal Sindaco Coffari. Con dinamiche e scelte coraggiose, in controtendenza rispetto ai precedenti strumenti urbanistici (PRG) dove il consumo di suolo era visto come un’occasione per fare cassa, a Luglio 2019 il consiglio comunale ha approvato la nuova disciplina del contributo di costruzione. Grazie a questo strumento abbiamo evitato, per le zone di pregio, i raddoppi dei costi, mentre per le zone oggi meno appetibili questi sono calati drasticamente consentendo nuova progettualità.

Da parte degli uffici, relativamente alle tematiche di progettazione e gestione degli strumenti c’è in essere un grande sforzo divulgativo. In occasione di questa nuova stagione della pianificazione territoriale, grazie alla collaborazione degli ordini e collegi professionali provinciali, è stato profuso tanto impegno nel formare ed informare le libere professioni delle metodologie operative proprie del nuovo piano urbanistico. Fin dall’adozione e successivamente all’approvazione, è stato attivato un percorso di formazione che si spinge fino alla redazione di veri e propri tutorial alla progettazione.

Occorrono nuove sensibilità e competenze che vanno costruite insieme, tutto questo per lasciare definitivamente alle spalle l’epoca “dell’occasione”, in cui l’iniziativa privata si proponeva al pubblico per la ricerca di una soluzione convergente, e abbracciare invece l’epoca “dell’opportunità” in cui, a partire dall’analisi delle necessità della città pubblica e dall’innalzamento qualitativo della stessa vengono definiti i “termini d’ingaggio” secondo “regole” note a priori. Il progetto di città pubblica diviene così cartina tornasole delle future trasformazioni urbanistiche, già a partire dal riuso del consolidato prima ancora di quelle a carattere espansivo.

D’altro canto, in un panorama normativo molto articolato e continuamente rimaneggiato a livello centrale, l’Amministrazione locale ha in dovere di non appesantire ulteriormente la parte normativa. Ecco quindi che a partire dalla conoscenza del territorio, il Comune ha proposto una norma d’ambito costituita da tre parametri: superficie permeabile, altezza d’ambito e distanze dai confini. Si assumere inoltre il verde quale elemento strutturale del piano unitamente ad una nuova stagione dove si realizzano residenze per le così dette fasce grigie che danno valore aggiunto alla progettualità. Tutto questo ha prodotto piacevoli sorprese a conferma delle sensibilità dell’amministrazione a fronte delle titubanze verso il nuovo e dell’amore per il vecchio di alcuni.

Tra queste si segnalano ad esempio quanto segue. Dall’analisi dei tempi di risposta ad istanza si parte, per il 2017 ed il 2018 con un andamento in netta riduzione nella presentazione rispetto al passato, conseguente all’adozione del nuovo strumento urbanistico (15 giugno 2017) e di forte ripresa nel 2019, pari al +127%, a seguito dell’approvazione dello stesso (28 novembre 2018). Si evidenzia inoltre una riduzione dei tempi lordi di rilascio delle pratiche pari a circa il 50%, attribuibile alla semplificazione della normativa che permette una progettazione più immediata e una conseguente verifica più celere da parte dell’ufficio.

Nel 2019 si assiste ad un buonissimo trend delle entrate da parte dell’edilizia che conferma che è possibile, crescere consumando meno suolo, rigenerare il patrimonio rendendolo sicuro sismicamente ed energeticamente sostenibile. Oggi possiamo dire che ad un anno dalla svolta verde di Cervia il messaggio è passato.

L’Assessore all’Urbanistica Enrico Mazzolani

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