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Volt sulla sanità ravennate: le necessità di un pioniere

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L’area Romagna si è sempre distinta per i servizi di emergenza sanitaria in quanto “pioniera” nel servizio di emergenza territoriale sin dall’aprile 1987, anno di fondazione della Centrale Operativa dell’allora “Ravenna Soccorso”. Il territorio provinciale può vantare 3 ospedali e 14 case della salute e su un sistema, nel complesso, funzionante.
Oggi i nostri ospedali del territorio e i loro operatori stanno lavorando senza sosta e con dedizione per affrontare l’emergenza Coronavirus
Ci sono, però, necessità che devono essere esaudite per rendere il nostro ottimo sistema sanitario territoriale ancora più efficiente, perché la perfezione non esiste, la perfettibilità sì:

1. 𝐏𝐫𝐨𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐚𝐝 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢, magari con apposite campagne rivolte alla conoscenza dei vari servizi (PS, 118, ecc.) nelle quali siano stabilite precise “regole di ingaggio” al fine di contrastare l’insana abitudine di utilizzare i servizi di emergenza come “scorciatoia” per le viste specialistiche e gli esami diagnostici e strumentali;

2. 𝐆𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐚, che dal Rapporto “Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali” risultano essere ancora molto lunghe, tempi che a seguito dell’emergenza Coronavirus saranno ulteriormente dilatati.
La gestione delle prestazioni di base (esami non invasivi, medicazioni, visite specialistiche, ecc.) potrebbe essere svolta presso gli ambulatori di comunità, a diretta gestione dei MMG o specialisti in forma eventualmente consorziata;

3. 𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐚𝐬𝐞, figura presente in altre realtà europee e non, a libera fruizione da parte del cittadino ed evitando la necessità, per tanti ritenuta un ostacolo, del passaggio obbligato dal Centro di Salute Mentale;

4. 𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, rivolti a cittadini con scarsa alfabetizzazione informatica, al fine di poter usufruire appieno delle nuove tecnologie (Fascicolo Sanitario Elettronico, sistemi di pagamento online, ecc.) rivolte alla riduzione della presenza fisica e al fine di ridurre gli spostamenti con grande beneficio per l’ambiente;

5. 𝐈𝐦𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐏𝐈 𝐝𝐢 𝐂𝐞𝐫𝐯𝐢𝐚, soprattutto nel periodo estivo, al fine di poter usufruire dei servizi anche in orario serale e notturno, stante la notevole presenza turistica e al fine di evitare lunghi spostamenti per l’esecuzione magari di una semplice radiografia;

6. 𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀, al preciso scopo di promuovere l’attività fisica e uno stile di vita sano, soprattutto in un paese (e in particolare nella nostra Regione) dove le patologie cardiovascolari e le malattie cronico-degenerative rappresentano la prima causa di morte.

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