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Daini della Pineta di Classe: ancora al palo le misure ecologiche foto

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Da anni leggiamo articoli più o meno allarmistici sui daini della Pineta di Classe a Ravenna, per la cui difesa si mobilitarono nel 2014-2015 attivisti e privati cittadini da ogni parte d’Italia. La puntata de Le Iene con la compianta Nadia Toffa –  “Salviamo i daini di Ravenna” – mise in luce le gravi mancanze ed incompetenze della Provincia allora deputata alla gestione della fauna selvatica e responsabile della delibera 252/2014, la cosiddetta delibera “ammazza daini” poi impugnata da un pool di Associazioni per ricorso al Tar.

La stessa Nadia Toffa rivelò a tutta Italia la mancanza di misure ecologiche, in primis recinzioni adeguate e dissuasori sonori o luminosi; la situazione da allora è rimasta praticamente invariata ma si continua a ventilare la possibilità di trasferire verso non precisate località i daini della pineta, per evitare che attraversino la strada o sconfinino nei litorali. Peraltro, la Provincia non comunicò mai i dati sui presunti incidenti stradali causati dai daini; gli incidenti alla rete ferroviaria, anche questi imputati ai daini e motivo della delibera, risultarono dopo verifica dei volontari ammontare a zero.

Sul Corriere di Romagna del 5 giugno si torna a parlare di un non ben definito piano che “prevede la cattura e la sterilizzazione degli animali ed il loro trasferimento in strutture da individuare e messe a disposizione dai privati o in aree di presenza storica di questa specie sul territorio regionale”; come già ribadito in passato, la cattura in massa, anche condotta da personale esperto, sottoporrebbe i daini a numerosi pericoli e rischi per la vita.

Perché, quindi, riproporre trasferimenti già bocciati nel 2015 dalla stessa Ispra? Forse le recinzioni ed altre misure sono state approntate e non hanno sortito effetto? Ci siamo presi la briga di controllare di persona.

In tutta la zona di Lido di Classe, su via dei Lombardi, nei pressi della ferrovia e vicino alla zona dove vengono avvistati i daini, le reti sono saltuarie e si alternano ad ampi tratti senza alcuna recinzione, esattamente come anni fa. A Fosso Ghiaia, nei pressi del campo sportivo lungo la Statale Adriatica, effettivamente sono state sostituite alcune reti rovinate: anzi, sopra alle reti cadute ed arrugginite sono state apposte reti dello stesso tipo, talmente leggere che al minimo tocco della mano si piegano, inadeguate per altezza e resistenza anche per un barboncino. Di dissuasori neanche l’ombra; la segnaletica di attraversamento fauna selvatica è molto scarsa e non sempre ben visibile.

Invitiamo quindi chi di competenza, prima di ventilare piani pericolosi per gli animali e costosi per la cittadinanza, nonché in sostanza inutili, ad occuparsi seriamente delle recinzioni, a predisporre dissuasori sonori e luminosi in prossimità delle strade più trafficate e ad aumentare la segnaletica stradale apposita. Le misure ecologiche dettagliate da individuare in base alla zona e al tipo di fauna vengono elencate in dettaglio nei progetti Life di Sicurezza stradale che dovrebbero essere applicati su tutto il territorio (dissuasori ottici riflettenti, barriere olfattive e repellenti sonori, recinzioni e barriere, ecc..)

In seconda battuta, e solo qualora strettamente necessario, chiediamo che gli eventuali piani di sterilizzazione siano discussi con veterinari ed associazioni competenti, privilegiando le soluzioni meno invasive e pericolose per gli animali; ricordiamo comunque che teoricamente la riproduzione è legata alle disponibilità trofiche del territorio quindi, in un ambiente circoscritto e senza interventi artificiali di prelievo umano, dovrebbe crearsi un naturale equilibrio di morti e di nascite.

Cittadini ed associazioni continueranno a vigilare fino a che le voci di chi non ha voce non saranno ascoltate.

C.L.A.M.A. Ravenna Onlus

Animal Liberation

BolognAnimale

Cruelty Free

Di Versi & Voci

L.A.C. Emilia Romagna

LAV Bologna

Lega del Cane

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Commenti

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  1. Scritto da marco74

    Quindi morale della favola e dell’articolo sono passati anni e non è stato fatto nulla!!!
    Non trovo nulla di strano!!

  2. Scritto da nautilus

    “ricordiamo comunque che teoricamente la riproduzione è legata alle disponibilità trofiche del territorio quindi, in un ambiente circoscritto e senza interventi artificiali di prelievo umano, dovrebbe crearsi un naturale equilibrio di morti e di nascite”. Cioè, se questi animali come ho letto nel sito “animali nel mondo” vivono per 15-18 anni, vuol dire che i maschi quando ad ottobre le femmine vanno in calore giocano a ramino?