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Più Europa Ravenna: Referendum, il nostro NO per le riforme

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In condizioni non paritarie, tra regioni che votano per le amministrative e con la pandemia che rende difficile gli incontri pubblici, dovrebbe partire da oggi la campagna elettorale sul referendum taglia parlamentari. Più Europa Ravenna chiede a tutte le persone libere di ogni schieramento di aiutarci a non fare passare sotto il silenzio quello che una spregiudicata maggioranza parlamentare dai numeri bulgari (98% dei deputati) ha votato, chiamandola impropriamente “riforma”.

Non è una riforma ma una semplice mutilazione della rappresentanza democratica, le riforme istituzionali hanno senso se contemplano una revisione organica dei poteri delle istituzioni e quindi anche, alla fine, dei numeri e dei meccanismi della loro composizione. Ma fino a che in Italia rimarrà la formula del bicameralismo paritario (stesse funzioni per Camera e Senato) e non si chiarirà il rapporto tra Stato e Regioni (come ha dimostrato l’emergenza Covid) ogni intervento potrà solo essere peggiorativo e motivato da altre ragioni: non da quelle dell’efficienza e dell’efficacia del ruolo del Parlamento. La vera anomalia oggi non è il numero dei parlamentari ma il funzionamento reale delle istituzioni parlamentari.

Abolire un terzo dei parlamentari significa mutilare la rappresentanza democratica, danneggiare i territori più piccoli e periferici (come la Romagna, per capirci), manomettere gli equilibri democratici (interi territori sarebbero rappresentati solo da una parte politica) per un risparmio davvero risibile. Aumentando però la tendenza a far dipendere la nostra democrazia da pochi segretari di partito.

Non è un caso che a promuovere questa iniziativa sia prima di tutto un partito (i 5 stelle) entrato nelle Istituzioni prefigurando la possibilità dell’abolizione del sistema parlamentare. D’altronde a forza di denigrare il ruolo e la composizione delle Camere siamo arrivati effettivamente ad un Parlamento degradato, con una bassa qualità media degli eletti e troppi sprechi e comportamenti parassitari. Non sarà certo un caso che l’ultimo scandalo, sulla richiesta dei 600 € per le partite Iva, veda coinvolti eletti di partiti che sono alla testa della richiesta di mutilare lo stesso Parlamento.

Noi siamo per un NO chiaro, riformista e innovatore pronto a guardare al futuro, controcorrente certo ma per riformare davvero le nostre istituzioni senza scorciatoie populiste pericolose ed inutili; ed è per questo che saremo protagonisti al Referendum con il comitato #Comiciamo dal NO e ci appelliamo a tutti i ravennati di ogni appartenenza perché ci aiutino in questa sfida difficile.

Nevio Salimbeni, Più Europa Ravenna

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Commenti

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  1. Scritto da MARCO

    io vado e voto NO…….