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Matteo Rubboli: il Comune “dimentica” le comunità di Mezzano e Savarna

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Al campo di calcio del paese c’è grande fermento. Gli allenamenti sono ricominciati per tutti i ragazzi e fra loro c’è chi non sta nella pelle per rivedere gli amici dopo il lunghissimo stop, chi non vede l’ora di ricominciare a correre e calciare e parare e chi, semplicemente, ha voglia di riabbracciarsi e fare comitiva, senza particolare agonismo. I più piccoli hanno 5 anni, sono nati nel 2015 e incontrano per la prima volta i compagni con i quali faranno sport, andranno a  scuola e si scalmaneranno alle feste di compleanno. I più grandi sanno che non è rimasto loro molto tempo da passare per allenarsi in quel campo, ma le amicizie che hanno costruito e i ricordi delle imprese compiute rimarranno nel loro cuore per tutta la vita.

Al centro ci sono anche i dirigenti e i genitori, ma c’è una persona in particolare, si chiama Veraldo ma tutti lo conoscono come Bandi, che è più commossa di tutti. Lui è andato a quel campo tutti i giorni, anche durante il lockdown, per preparare i terreni e le strutture per il ritorno dei suoi “campioni”. Ecco, quando vede i bambini che tornano a saltare e zompettare, ad abbracciarsi e a ridere correndo dietro a un pallone a pentagoni non riesce a trattenere una lacrima di commozione.

La giornata inizia il pomeriggio verso le 14:00 e tutti i 250 bambini di Mezzano si allenano con i mister nei diversi campi da calcio, di tante dimensioni, che compongono il centro sportivo. C’è chi fa già qualche partitella, chi si concentra sulla tecnica e chi, come i 2015, si passa ancora il pallone con le mani per imparare a conoscere le potenzialità del proprio corpo.

La giornata è calda e si potrebbero organizzare gli allenamenti sino a sera inoltrata, ma alle 18:30 bisogna finire, scatta il coprifuoco. Cosa è successo? Perché al campo di Mezzano al tramonto non si può più giocare? Il motivo, molto più prosaico delle poetiche imprese dei ragazzi, è che l’amministrazione comunale si è completamente dimenticata di questa zona del forese e della sua comunità, che in questo territorio conta una popolazione complessiva di circa 8.000 persone.

Nonostante siano intervenuti pubblicamente diverse autorità, fra i quali è bene ricordare l’assessore Roberto Fagnani, che promette l’illuminazione da tempo immemore, il consigliere comunale Rudy Gatta, facente parte del partito di maggioranza in giunta comunale che alla cena di fine anno 2019 al campo esclamava che “finalmente da quest’anno si potrà giocare anche la sera”, oppure il sindaco Michele de Pascale, che a Mezzano è venuto più volte promettendo un’attenzione per il territorio che, finora, ha portato soltanto all’installazione di una cabina per l’autovelox in via Reale, qui non si è vista neanche la messa in opera di una abat jour per leggere la sera.

A Mezzano scatta quindi il coprifuoco e allenarsi, divertirsi e fare amicizia è un’attività che si svolge in orari definiti non dalle disponibilità dei genitori, ma regolata dai tempi biblici dell’amministrazione cittadina.

Amministrazione che, per non difettare di altre mancanze nei confronti delle comunità decentrate, si è dimenticata anche della promessa di fornire il territorio di Savarna con una tensostruttura nella quale i bambini possano fare sport in sicurezza, non costringendoli a dover prendere l’autobus per fare anche solo le ore di ginnastica previste nel programma scolastico. Tutti lavori che, nelle parole dell’amministrazione, erano di subitanea messa in cantiere e che avrebbero richiesto poco tempo per essere portati a compimento.

Noi cittadini ravennati residenti a Mezzano, Savarna, Ammonite o Torri, abitiamo nell’ultimo lembo di terra del territorio appartenente al Comune di Ravenna. Certo, non offriamo all’amministrazione il prestigio di una Darsena rifatta, o dell’organizzazione di un settembre dantesco con gli ospiti più illustri fra i quali il Presidente Mattarella, ma siamo una comunità che vive bene il proprio territorio, e che offre al comune un bacino di contribuenti e votanti assolutamente identico a quello della città. Quel che chiediamo è che le promesse, ogni tanto, vengano rispettate.

Matteo Rubboli – Curatore di Vanilla Magazine

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Commenti

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  1. Scritto da Emanuele

    Carissimo, ha ragione da vendere. Firmato, un cittadino del quartiere San Biagio.

  2. Scritto da Io

    L’ importante era l’ installazione della colonnina per l’ autovelox, quello porta soldi…..