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La campagna animalista: lasciate vivere i daini di Classe foto

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Torna la protesta silenziosa dei lenzuoli in difesa dei daini di Classe: da domenica molti cittadini preoccupati per il destino di questi splendidi animali hanno appeso a balconi e finestre un appello alla Regione affinché – una volta per tutte – si adottino misure ecologiche e si mettano da parte i fucili. La vicenda presenta molti punti oscuri: se, da una parte, negli ultimi anni l’amministrazione di Viale Moro ha risposto con vaghe rassicurazioni alle moltissime richieste di cittadini e alle interpellanze della consigliera Giulia Gibertoni del Gruppo Misto, dall’altra evidentemente qualcuno lavorava in direzione ben precisa e contraria, visto che sulla stampa trapela la notizia di un imminente incontro con i cacciatori sulla questione. Una riunione con i cacciatori, escludendo come d’abitudine le associazioni animaliste? Se così fosse, sarebbe emblematico della considerazione della Giunta regionale nei confronti degli animali e della natura tutta, nonostante i tanti discorsi sulla tutela dell’ambiente.

Analizziamo, ora, qualche dato: alle molte interpellanze della consigliera Gibertoni circa l’installazione di misure ecologiche nei tratti di strada adiacenti la pineta di Classe, la Regione risponde che tale responsabilità è dell’Ente preposto, pur non abdicando alla propria funzione di coordinamento. Dopo tanti anni, pare incredibile che dalla Regione non sia partita alcuna richiesta o tentativo di coordinamento in tal senso; siamo quindi in molti a richiedere che le amministrazioni comunali e regionali si attivino per installare “sensori luminosi e dissuasori acustici”. Come si può leggere sul sito della Regione Emilia Romagna, “prevista dal nuovo Piano faunistico regionale, il primo in Italia, questa novità è già stata sperimentata in alcune aree ‘pericolose’ individuate in provincia di Modena, Reggio Emilia, Rimini e Piacenza a partire dal 2014. E i risultati sono positivi”. Addirittura, “dai dati disponibili dopo l’installazione delle diverse apparecchiature in tre dei cinque tratti, precisamente nel piacentino, nel riminese e nel modenese, allestiti con le diverse apparecchiature il numero di collisioni è sceso a zero”.

Vogliamo dirlo molto chiaramente: l’ostinazione nel non adottare tali metodi – che comprendono anche recinzioni delle aree agricole maggiormente a rischio, cartelli verticali e lo studio di applicazioni gratuite per informare i guidatori sui tratti a maggiore presenza di fauna selvatica – da parte delle amministrazioni comunali, regionali e degli Enti specificamente preposti, costituisce una gravissima violazione delle direttive ISPRA e una colpevole mancanza di senso di responsabilità nei confronti degli animali e della sicurezza degli automobilisti, quindi della cittadinanza tutta.

Le armi non risolvono mai il problema: sempre sul sito della Regione si ipotizza addirittura una correlazione fra le attività di caccia ed i picchi di aumento degli incidenti stradali! E lo spostamento di decine e decine di daini verso non ben precisate zone dell’Appennino risulterebbe un intervento non risolutivo sul fronte prevenzione incidenti stradali, pericoloso per gli animali, e di certo molto costoso.

Appare quindi curioso che la Regione sembri disposta ad un tale esborso, se alle richieste di realizzazione di attraversamenti verdi per fauna selvatica, anche con utilizzo di fondi europei (Progetti Life) essa oppone un netto rifiuto adducendo problemi gestionali ed economici, soprattutto a fronte del fatto che “l’incidenza percentuale degli incidenti stradali con il coinvolgimento di animali selvatici, che hanno comportato danni alle persone, è veramente esigua sulla base dei dati ISTAT relativi agli ultimi cinque anni, che evidenziano un’incidenza percentuale variabile fra lo 0,17% e lo 0,23% di tali incidenti sul totale annuo nella regione Emilia-Romagna.”

Quindi, gli incidenti causati da fauna selvatica sono esigui se si richiede di realizzare opere ecologiche e moderne (e per moderno intendiamo anche il raggiungimento di un equilibrio fra uomo ed animale), ma diventano numerosissimi se si tratta di mettere in piedi l’ennesimo parco giochi per i cacciatori. Intendiamoci, anche un solo incidente è un incidente di troppo. Noi associazioni animaliste chiediamo quindi che le amministrazioni preposte ad attuare le misure ecologiche che hanno praticamente azzerato gli incidenti causati da fauna selvatica in vari comuni italiani si attivino in tale senso al più presto, dimostrando finalmente il rispetto per la vita dei cittadini e degli esseri viventi con cui conviviamo su questo piccolo e martoriato pianeta.

C.L.A.M.A. Ravenna Onlus
Italia Nostra sezione Ravenna
L.A.C. Emilia Romagna
LAV Bologna
Panda Imola
Enpa sezione Ravenna
Rifugio Amore Bestiale

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Commenti

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  1. Scritto da ST

    …poi, quando ci saranno i primi morti sulle strade, sui lenzuoli cosa ci scriveranno?

  2. Scritto da Giovanni lo scettico

    I daini non sono una razza in pericolo di estinzione, si possono benissimo accompagnare a polenta e funghi.

  3. Scritto da cricri

    ST, scriveremo che chi non ha voluto utilizzare i metodi che negli stessi siti istituzionali vengono descritti come risolutori in moltissimi casi degli incidenti causati da fauna selvatica sulle strade è colpevole ed inadempiente . Che chi dovrebbe creare zone di attraversamento sicuro dice che gli incidenti sono pochissimi e non vale la pena spendere soldi. Per chi, quindi, la vita umana ha poco valore?

  4. Scritto da Cristina

    Esistono già realtà che tutelano sia i daini che le persone non vedo perché si debbano sopprimere certo che è più facile sparare che tutelare gli animali e l’ambiente.

  5. Scritto da Paola

    Scrivo in relazione all’abbattimento dei daini nella Pineta di Classe. Non faccio parte di nessuna associazione animalista, ma non capisco questo accanimento nei loro confronti. Con tutti i problemi che ci sono attualmente, la Regione non ha di meglio da fare che pensare a come fare strage di daini. Animali che sono ormai parte di quella zona che stranamente è una delle pochissime rimaste ancora Quasi intatta e cosa ancor più strana, non abbandonata ad un degrado da disinteresse totale, come succede per altre, vedi Punta Alberete. E infatti eccoci partiamo dai daini togliamoli di mezzo e come possiamo definire tutto questo? Degrado da Daini? Quando ormai saranno diventati parte di un ecosistema. Di certo dietro ci saranno altri motivi. Economicamente più rilevanti o pressioni di vario genere. Perché certo di modi per riuscire a far convivere animali, natura ed essere umano (e spesso mi chiedo chi sia “umano”) migliori che fare stragi di esseri viventi ce ne sono diversi e i vantaggi sarebbero molti di più che lo sradicamento dall’ ambiente naturale. Incidenti? Sarebbe meglio che facessero delle indagini sugli incidenti che ci sono per disattenzione, perché non si è lucidi, perché non si rispettano le regole.

  6. Scritto da Elena Morandi

    Si chiedono le misure ecologiche che la REGIONE stessa pubblicizza come efficaci nell’azzerare incidenti causati da fauna selvatica

  7. Scritto da Emilio

    Da tempo ,le associazioni animaliste promotrici della campagna suddetta,si battono proprio per implementare le misure, che la stessa regione definisce come “efficaci”,per fare si che non avvengano piu incidenti causati dalla fauna selvatica.

  8. Scritto da Stefano

    Una società che nel tempo si è strutturata per avere competenze ed eccellenze in ogni campo oggi ostaggio del negazionismo che spopola a tutti i livelli e per tutti gli argomenti. Poche persone nel silenzio della maggioranza acquistano visibilità complici i “social media” che amplificano la voce dell’ignoranza e del qualunquismo. Siamo una cultura e una società decadenti, volontariamente destinata al caos.

  9. Scritto da nautilus

    @Paola: i daini di Classe NON fanno parte di un ecosistema in quanto non ci sono predatori che ne possano limitare la proliferazione. Sono lì solo perché qualche intelligentone ce li ha portati.

  10. Scritto da Giuseppe

    nessuna specie vivente “prolifera” in natura se non ci sono le risorse naturali per sostenerne la crescita…nessuna tranne una, provi a indovinare quale ?

  11. Scritto da viviana

    Ma possibile che le leggi e le norme vigenti, le conoscenze tecniche e le esperienze mondiali di gestione della fauna debbano essere messe in discussione ogni tre per due e fatte fallire da quattro lenzuola messe da gente che non ha idea di quello per cui si “batte” è cresciuta nella natura di Wald Disney e vive nel mondo dei social ?

  12. Scritto da Massimo

    dobbiamo spendere decine di migliaia di euro per spostare i Daini?Non si trova la giusta locazione?
    Mandiamoli nelle zone povere dell Africa dove c è gente che muore di fame.