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Charles Tchameni Tchienga: non discriminate i medici extra Ue, abbiamo bisogno di tutti

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È con grande delusione e stupore oggi apprendere che proprio in questo momento di emergenza Covid-19 ci sia in Italia una certa politica che ha ancora il coraggio di continuare ad agire con egoismo ed in maniera discriminante anziché mettere i bisogni dell’uomo al centro delle proprie preoccupazioni. Per contrastare questa seconda ondata pandemica, i nuovi bandi che la Regione Piemonte a maggioranza leghista sta emanando per il reclutamento di personale sanitario prevedono come prerequisito la «cittadinanza italiana o la cittadinanza di uno degli stati membri dell’Unione Europea» escludendo così centinaia di medici, infermieri e personale sanitario di origine extra Ue. Questa è una limitazione discriminatoria, allucinante e vergognosa per l’Italia.

Se almeno avessero dato la possibilità ai medici, infermieri e al personale sanitario extra Ue meritevoli e formati qui in Italia in particolare nel Piemonte, forse poteva essere comprensibile; escluderli completamente non solo è incomprensibile ma anche inaccettabile. Tutti noi (italiani e stranieri) ci ricordiamo come se fosse ieri la venuta del personale sanitario da diversi paesi extra-europei accorso in Italia per dare manforte al sistema sanitario italiano sia per l’accoglienza dei pazienti affetti dal Covid-19 che nella presa in carico durante i ricoveri, dimostrando così alla cittadinanza (italiani e stranieri in loco) la loro solidarietà. Con quel flusso del personale sanitario di origine straniera che giunse in Italia per salvarci la vita, fu proprio la regione del Piemonte che ebbe la fortuna di beneficiare dei servizi del personale sanitario cubano composto da 40 professionisti sanitari tra cui medici ed infermieri. Furono accolti sin dall’aeroporto con molto entusiasmo e tanta speranza. Fecero un lavoro speciale e straordinario e alla fine della loro missione furono accompagnati all’aeroporto con applausi accompagnati dalle sirene con tanto di ringraziamenti.

Mi rifiuto di pensare e di credere che la Lega non abbia apprezzato o discriminato il lavoro svolto da questi medici ed infermieri cubani o che non riconosca i sacrifici che svolgono tantissimi medici, infermieri ed operatori socio-sanitari in Italia in quanto cittadini di un paese extra Ue. Per questo motivo spero che la giunta regionale del Piemonte a maggioranza leghista possa avere la lungimiranza di fare un passo indietro dando la possibilità a tutti i cittadini (italiani e stranieri) di presentare la propria candidatura al bando.

Colgo l’occasione per chiedere agli esponenti leghisti del nostro territorio di esprimersi rispetto a questa manovra intrapresa in Piemonte dai loro colleghi. Poiché rimango convinto che finché in Emilia – Romagna e in particolare a Ravenna ci sarà come priorità la salvaguardia dell’uomo una tale caduta di stile non avverrà.

Charles Tchameni Tchienga – Presidente Associazione di Volontariato ODV

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Commenti

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  1. Scritto da Cesare

    Carissimo Charles,
    In Italia, come del resto anche nel tuo paese di origine ci sono delle regole. Tali regole andrebbero rispettate quantomeno in un bando di concorso.
    Quindi trovo corretto che gli immigrati irregolari non possano accedere al concorso anche se laureati in medicina.
    Questo va al di là di ogni colore politico della giunta regionale.
    Impariamo tutti a rispettare le regole a casa di altri e vedrai che tutto andrà meglio

  2. Scritto da Direttore

    Ci scusi signor Cesare, ma dove ha letto che Charles Tchameni Tchienga vuol far lavorare gli irregolari? Se così fosse stato non avremmo nemmeno pubblicato il suo testo, perché sarebbe stato semplicemente strampalato. In realtà è chiarissimo che Tchienga si riferisce a persone extra UE in possesso di titoli per lavorare in ospedale ma impossibilitati per una norma in qualche modo discriminatoria, tanto più incomprensibile in un momento in cui in Italia abbiamo una grave carenza di personale medico. LA REDAZIONE

  3. Scritto da Cesare

    Caro Direttore, noto alcune sue lacune nella legislazione italiana…

    “Possono accedere agli impieghi civili dello Stato coloro che posseggono i seguenti requisiti
    generali:
    1) cittadinanza italiana. ”

    DPR 10 gennaio 1957.
    Questo non ha colore politico. È semplicemente una legge tuttora valida.