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Delibera nuovo metanodotto, Manzoli (RiC) e Maiolini (GM) in coro: “Transizione energetica, a quando?”

Massimo Manzoli (Ravenna in Comune) e Marco Maiolini (Gruppo misto) sono intervenuti pubblicamente sulla delibera del nuovo metanodotto, domandandosi quando subentrerà una vera e propria transizione energetica. Di seguito la nota stampa a firma di Manzoli e Maiolini: “Nel consiglio comunale di Ravenna del 12 maggio 2o2o è stata approvata una delibera finalizzata al rilascio dell’autorizzazione alla costruzione e all’ esercizio del progetto di rifacimento del metanodotto Ravenna mare – Ravenna terra ed opere connesse presentato da Snam rete gas spa. Siamo stati gli unici consiglieri a votare contro quella delibera, dopo aver ribadito tutti i nostri dubbi e le nostre perplessità già espresse nella precedente commissione consigliare. Autorizzare la realizzazione di un nuovo metanodotto di oltre 30 km, dal diametro di 23”, significa occupare più di 100 ettari di terreno. Questo è un investimento a lunghissimo termine per una fonte fossile, che dovrebbe invece rappresentare la transizione energetica, e fra qualche anno potrebbe risultare inutile.

Si desume quindi per l’ennesima volta, che questa Giunta continua a preferire le fonti fossili (come il metano) rispetto a quelle realmente rinnovabili. Avevamo sollevato, fin dall’inizio, la richiesta di capire quale fosse il reale risparmio ed efficientamento che un nuovo impianto così impattante potesse avere rispetto alla manutenzione dell’esistente, senza ottenere chiare risposte. Avevamo poi posto tutta una serie di problematiche relative all’impatto diretto dell’opera sul nostro Comune: la presenza nel tracciato di un’ampia zona a rischio di alta potenzialità archeologica, ovvero “aree con numerosi rinvenimenti o siti archeologici, situazione geomorfologica favorevole all’insediamento antico, presenza di toponimi significativi e persistenza di tracciati vari antichi”, il passaggio del tracciato all’interno dei aree a rischio idrogeologico, il deprezzamento immobiliare per i cittadini che hanno la sventura di essere interessati dal tracciato, i rischi connessi al fatto che per realizzare l’opera bisognerà attraversare 5 corsi d’acqua, la distruzione temporanea di colture anche importanti.

Riteniamo infine, che la discussione odierna sulle osservazioni e relative contro-deduzioni, avrebbe dovuto almeno chiarire meglio i dubbi dei proprietari, limando le parti più invadenti del progetto, e andando maggiormente incontro alle esigenze dei cittadini. L’impegno di Snam in questo senso è da ritenersi completamente insufficiente, come sono da ritenersi carenti le considerazioni dell’amministrazione, che avrebbe dovuto operarsi maggiormente, affinché le istanze dei cittadini venissero maggiormente ascoltate. Molte più osservazioni potevano, e dovevano essere accolte”.

 

Commenti

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  1. Scritto da Giovanni lo scettico

    Qualcosa non mi torna. Un ettaro è 10.000 (diecimila) metri quadri. 100 ettari sono un milione di metri quadri. Per occupare una tale superficie il metanodotto lungo 30 Km deve essere largo 33 metri abbondanti: immaginate un rettangolo lungo 30.000 metri, quanto deve essere largo per occupare un milione di metri quadri? Risposta: 1.000.000 diviso 30.000 uguale 33,33 metri. A me sembra strano, e a voi?

  2. Scritto da cromwell

    Invece di spingere per eolico e fotovoltaico tradizionale che sopravvivono coi contributi aggiuntivi delle nostre bollette, dovrebbero proporre un piano vero di risparmio energetico. Perché l’unica strada è consumare meno kwh.

  3. Scritto da Giorgio Canetto

    per Giovanni:
    giusto le distanze di rispetto suddivise tra i lati della condotta; spazio coperto da ciottolato adibito a transito delle grandi macchine preposte alla manutenzione. Niente di strano