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Europa Verde Provincia di Ravenna: stoccaggio CO2 a Ravenna, da che parte stare?

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Dopo l’annuncio del Presidente del Consiglio Conte in merito all’intenzione di ENI di realizzare un deposito di CO2 a Ravenna, inizialmente poco ripreso dalla stampa e dall’opinione pubblica, finalmente il progetto sta iniziando ad alimentare le discussioni. La società civile, soprattutto i movimenti ambientalisti, si interrogano e iniziano prendere posizione, anche perché, dietro a un propagandato progetto di economia circolare, si nasconde l’ennesimo tentativo di perseguire la strada dello sfruttamento delle risorse fossili. Una sorta di green washing, come lo si chiama oggi, per sfruttare fondi europei che dovrebbero invece essere destinati a una vera svolta verde, orientata verso il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Ma a fianco della società civile anche la politica deve fare la sua parte. È chiaro che, malgrado il sito scelto sia Ravenna, la questione è di rilievo nazionale, ma ugualmente le forze politiche locali sono chiamate a prendere una posizione e fare delle scelte.

Nel 2021, Covid permettendo, i cittadini del Comune di Ravenna saranno chiamati a eleggere il nuovo Sindaco ed è inevitabile che la posizione assunta nei confronti di questo progetto possa essere una discriminante. Europa Verde ha già fatto la sua scelta e non potrà mai appoggiare il progetto che prevede il deposito di CO2. Riteniamo che i tempi siano maturi per la svolta verde e il dovere ci chiama verso scelte importanti. Siamo favorevoli ad esempio a un possibile impianto eolico off shore e a progetti di riviera eolica e solare, impianti che dovranno comunque superare tutti i passaggi della Valutazione di Impatto Ambientale, e non appoggeremo interventi legati a logiche di sfruttamento delle fonti fossili.

E le altre forze politiche da che parte staranno?

Europa Verde Provincia di Ravenna

 

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Commenti

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  1. Scritto da bi

    chiedetelo ai cittadini con un referendum

  2. Scritto da Stefano

    Parlare di logica di sfruttamento delle fonti fossili parlando di stoccaggio della CO2 vuol dire una profonda ignoranza delle tecnologie usate, degli obiettivi del progetto e delle indicazioni della UE e dei maggiori organismi internazionali.La realta’ e’ che abbiamo necessita’ di abbassare rapidamente il contenuto della CO2 in atmosfera e i grafici mostrano che questo non sta avvenendo neanche nei paesi dove le scelte green sono ad un avanzato stadio. L’alternativa reale oggi e’ diminuire le produzioni ma questo comporta una riduzione del ciclo economico, gia’ massacrato dalla situazione COVID. Ci sono progetti in corso, con investimenti stratosferici per nuove fonti di energia, dalla fusione nucleare all’energia biochimica ma con tempi di produzione non prima del 2050. Poter recuperare la CO2 dalle ciminiere (compreso, ad esempio, dagli impianti per le ceramiche che nulla hanno a che fare con gli idrocarburi…), iniettandola a piu’ di 2000 metri di profondita’, permette nel giro di 10 anni, di sotrarre dall’atmosfera decine di tonnellate di CO2. A oggi il sistema piu’ rapido per raggiungere questo risultato, fortemente voluto dalla IEA (International Energy Agency) e da molti enti internazionali per raggiungere rapidamente i target della decarbonizzazione. Il che non comporta rinunciare alla ricerca di nuove fonti, ma permette di gestire la transizione verso queste.

  3. Scritto da hugo

    Come cittadino sono contro qualunque altro impianto inquinante o pericoloso in quanto nel porto ci ne sono troppi!
    Basta pensare all’Impianto GNL ubicato nell’entrata del Porto … che genialata !!!