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Daniele Vistoli: Ravenna e… l’idrogeno per il treno di Dante “alla enne”

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Il Forestiere instruito delle cose notabili della città di Ravenna, avrà certamente avvertito, che mentre si fa a gara per attribuirsi la paternità, dell’idea del treno ad idrogeno, nella tratta Faenza-Firenze…Ferrovie Nord Milano, A2A e Snam, con poche chiacchiere, proclami di sindaci, ministri e senza chiedere la carità, hanno firmato un accordo per il suo sviluppo, in Lombardia.

L’obiettivo è studiare “modalità di fornitura e rifornimento di idrogeno da fonti rinnovabili e dal recupero di materia, per alimentare i nuovi treni della linea Brescia-Iseo-Edolo”. Il piano, chiamato H2iseO, darà vita in Lombardia, in particolare nel Sebino e in Valcamonica, alla prima Hydrogen Valley italiana, dotandola, a partire dal 2023, di una flotta di treni a idrogeno, nonchè delle relative infrastrutture”.

Per chi si vuole divertire invece, a sciogliere l’amletico dubbio, di chi sia stato il vero promotore, vada a leggersi il mio articolo, dell’otto luglio 2018, uno dei tanti inascoltati, intitolato: “Rave’enna e… l’idrogeno per il treno di Dante”. Tornando invece alle cose serie… “con questo accordo, commenta l’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà, rafforziamo il nostro impegno a investire, per la decarbonizzazione dei trasporti ferroviari italiani, grazie all’idrogeno. I treni rappresentano la prima applicazione, nella quale l’idrogeno verde sarà competitivo”.

In seguito, entro il 2025, “la soluzione idrogeno sarà estesa anche al trasporto pubblico locale, con circa 40 mezzi gestiti in Valcamonica da FNMAutoservizi (società al 100% di Fnm), con la possibilità di aprire anche alla logistica merci”. Il punto sta proprio qui, pensare alla Faenza-Firenze, come semplice tratta della Ravenna-Livorno, non tanto e non solo per Dante, ma per unire la Romagna al Tirreno, i due porti, con il percorso più breve, tagliando fuori gli Asinelli (Bologna). Null’altro che la visione di Marcello Vittorini, Ravenna come piccola Rotterdam, 1993… o no, silenziosa Principessa Ravenna, chiusa nella tua fredda stanza?

Daniele Vistoli, architetto

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanni lo scettico

    Un’altra visione onirica. La produzione dell’idrogeno richiede molta energia e il suo stoccaggio è problematico, perchè o si conserva in recipienti grossi e pesanti ad alta pressione, o si adopera l’idrogeno liquido a 253 gradi sotto zero.
    Tutte e due le soluzioni sono poco praticabili, rischiose e costosissime.
    Oltretutto abbiamo già il metano, che è un po’ meno energetico, ma funziona bene e ha decisamente meno problemi, perchè non usare quello?